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La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare!

La musica c'è...i musicisti forse!

Musicisti - BoteroMusicisti - BoteroCapita che mi contraddica. Tempo fa avevo scritto sulla crisi della musica. Poi mi guardo attorno, è sufficiente ad esempio che faccia il pendolare in treno per rendermi conto che le cose non stanno proprio così: la musica non è in crisi, affatto. Il 90% dei giovani ha telefonino e lettore mp3 come dotazione minima; i meno giovani in gran parte pure. Un mucchio di persone chiacchiera di musica, concerti, artisti, ha con se spartiti e libri musicale e si vedono un sacco di custodie di strumenti sulle grate portabagagli. E allora perché la musica è in crisi?

Supponiamo che da domani tutti gli automobilisti decidano di non pagare più l'autostrada. Basta: fondiamo il concetto di libero utilizzo per scopi non commerciali delle autostrade. La pagano solo i camionisti e quelli che viaggiano per lavoro. In fin dei conti aver voglia di farsi un giretto al mare può gratificare ne' più ne' meno che ascoltarsi una compilation di Zucchero.
Se davvero si decidesse tutti di fare una cosa del genere si potrebbe dire allora che le autostrade sono in crisi? Si potrebbe sostenere di chiuderle e non finanziarle più nonostante fossero colme di automobili?

Una cosa del genere non potrebbe mai accadere perché i gestori delle autostrade riuscirebbero a mobilitare l'esercito per proteggere i loro investimenti ed i loro redditi.
Però con la musica accade esattamente così: per alcuni motivi si è affermata l'idea che la musica possa essere "non pagata". Se la uso per divertirmi posso non pagarla. Non solo: se io sono un musicista e devo fare un concerto - molto probabilmente non pagato o sottopagato - davanti ad un pubblico non pagante, io musicista sono l'unico che deve pagare gli spartiti per le mie esecuzioni ed i diritti Siae. Curioso davvero. E' come se la la carne la pagassero solo i macellai e non il cliente finale!

Il meccanismo attraverso il quale la musica è divenuta un bene senza valore economico è collegato al successo delle emittenti radio e televisive commerciali. Il loro modello di business si basa sulla diffusione gratuita della musica ottenendo un reddito dalla pubblicità, pagando ovviamente i diritti agli autori delle musiche programmate. Sulla scelta delle musiche diffuse e sulla ripartizione dei diritti Siae si potrebbe aprire un lungo discorso, ma non è il tema di questo post per cui tralascio.

L'ascoltatore si ritrovava, e si ritrova, la possibilità di fruire di tonnellate di musica senza sborsare un quattrino. In più, agli inizi, era forte la tentazione di piazzare un registratore insieme alla radio e registrarsi tutti i brani preferiti. Era già facile, prima dell'avvento del "peer to peer", costruirsi le proprie playlist. Le raccolte "fai da te" si scambiavano con gli amici, esattamente come avviene oggi attraverso internet. Le radio, le televisioni, i dischi, i cd e via dicendo sono divenute le fonti dalle quali attingere passioni da condividere, da ascoltare insieme agli amici.

Si poteva arrestare un meccanismo di questo tipo? No di certo, anche perché sociologicamente ha rappresentato un veicolo di aggregazione e comunicazione straordinario. Sono passati più contenuti poetici, emozionali, di vita e di passione attraverso la musica scambiata che attraverso la scuola, oggetto oggi di contestazione per una riforma che non toglie e non aggiunge nulla allo stato drammatico in cui si trascina da decenni.

Se la musica registrata ha perso il suo valore economico era necessario proteggere il valore di tutto ciò che il musicista fa oltre che incidere i propri brani. Mi riferisco ai concerti, alle lezioni, ed alle edizioni musicali. Qui non c'era ragione per inoculare l'abitudine della gratuità. Invece i musicisti tutti si sono lasciati gabbare da enti pubblici e privati impagnati a farsi lustro e a godere di un tornaconto spesso politico: sono loro che hanno istituito la regola dell'esibizione ad ingresso libero. I musicisti un tempo venivano remunerati dall'ente in maniera rispettosa. Oggi, laddove persino il concerto gratis registra insuccessi di pubblico, il musicista si ritrova a dover contrattare su cifre da fame. La qualità scende ed ecco perché poi alla fine anche i concerti ad ingresso libero vanno deserti.

Sulle scuole di musica e le lezioni così come anche sulle edizioni musicali voglio parlarne a parte prossimamente. Ora invece vorrei concludere provando a buttarmi sul "che fare".
Ricette precise non ce ne sono. Sono inapplicabili soluzioni legislative o di controllo per la semplice ragione che esse andrebbero a privare la musica della sua concreta esistenza, seppur svalorizzata economicamente. Purtroppo l'unica idea che mi pare ragionevole è sensibilizzare il pubblico sulla sulla consistenza professionale del lavoro di musicista.

Un musicista merita di sopravvivere di musica come un qualunque altro professionista, e in qualche modo mi sembra equo e giusto che chi fruisca di musica - praticamente tutti - in qualche modo riconosca il lavoro del musicista stesso.
In epoca di condivisione, di blog, di web 2.0, chi fruisce di contenuti e di beni messi gratuitamente a disposizione dovrebbe ogni tanto fare un piccolo sforzo per sostenere chi sceglie di condividere il proprio sapere ed il frutto della propria professione.

Per intenderci meglio faccio un esempio pratico. Questo sito contiene molti suggerimenti, lezioni, contributi gratuiti utili all'accrescimento del proprio sapere musicale. Ricevo moltissime mail per proseguire questo lavoro, ed in effetti è proprio quello che vorrei fare. Lo farei se solo una parte dei 2000 lettori giornalieri utilizzasse un poco del proprio tempo, ogni tanto, per cliccare sui link sponsorizzati messi qui e la'. In questo modo io potrei utilizzare una parte sempre più grande del mio tempo per proseguire nell'opera di condivisione.

Questo sarebbe un modo per riconoscere tangibilmente, il lavoro di chi ha fatto della musica la propria professione. Ma, a parte il caso personale, lo si può fare anche comprando i cd che gli artisti vendono durante i loro concerti gratuiti, acquistando magari qualche brano musicale ogni tanto e, perché no, frequentando qualche volta l'anno anche i concerti a pagamento.

In questa maniera la musica continuerebbe ad esserci....e pure i musicisti!

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Beh non è che i sostenitori fanno a gara a chi versa di più...

Il problema è che culturalmente non siamo ancora "pronti" a sostenere con delle donazioni le persone o le associazioni che prestano la loro conoscenza alla rete. Fra dubbi, sospetti e demolizioni varie l'utente italiano guarda ancora la TV e tutto il resto non ha dignità. Quindi chi scrive un blog "utile" rientra nel "tutto confuso" di internet.

Eppure uno dei futuri possibili è questo. Chi in internet ci lavorerà (siti a pagamento) e garantirà speriamo una professionalità quotidiana e chi invece riverserà una parte del proprio sapere "saltuariamente", in base alle proprie esigenze , e chiederà un contributo saltuario e facoltativo.

Ma la strada è lunghissima. Se qualcuno pensa "ecco siamo arrivati" si sbaglia. Stiamo seminando, stiamo facendo delle prove forse per qualcun altro, forse non potremo assaporare il gusto di queste prime nostre conquiste (e parlo anche di quelli che hanno già una buona entrata in donazioni). Siamo pionieri e probabilmente resteremo tali per molto tempo.

ciao

 
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Sono d'accordo e mi piace la tua iniziativa.
Tempo permettendo cercherò di partecipare anch'io.
Con Paypal ho già provato un mesetto ma senza riscontri...riproverò.
Grazie cmq.
Ciao

 
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Beh Bruno, mi permetto di essere d'accordo. Anzi di più. Forse stiamo "maturando" assieme o forse io son maturato solo ora. Il fatto è che pure nel mio blog ho cominciato a "cercare di far qualcosa". Mi permetto (mi consenta) di scrivertelo qui, non per mera pubblicità (che ho già avuto qui nel tuo blog) ma per accomunare i nostri intenti. Accomunando gli intenti magari ne salta fuori qualcosa di interessante....

1) quasi per scherzo ho intrapreso un'iniziativa personale che ho chiamato "codice eretico". Ne parlo qui:

http://musicalblog1.blogspot.com/search/label/Codice Eretico (iniziativa)

Guarda caso si tratta proprio di ricercare artisti "nuovi" (ma pur sempre bravi...anzi di più). Io nel blog li propongo, sia "attraverso" il we7 , sia pubblicando i miei acquisti (e qui cerco di uscire dal commerciale) o suggerendo qualche artista che non trova spazio in TV o in radio (o nei media in generale).

2) Ti consiglio, come ho fatto io, di crearti un tastino "donazione" (magari con Paypal come ho fatto io). Nel tuo caso varrebbe molto di più della pubblicità google. E' diretta e ognuno può "donare" quanto si sente. Ti dirò, attualmente a me non sono arrivati tanti soldi (anzi...). Ma il mio è un blog ancora molto "piccolo" . Ma penso che già mettere un tasto "donazione" significhi qualcosa. Per le tue lezioni, ad esempio, avrebbe molto più significato rispetto ai miei "consigli".

In definitiva io ho raggiunto questo "grado di maturazione". Intanto cerco di scrivere nel mio diario quelli che sono i miei acquisti, un passaparola insomma. I riscontri ci sono già e la mia iniziativa piace. Se siamo in tanti a parlare in questi termini (criticare ma anche proporre) come minimo creeremo uno "stimolo". Starà poi ai tempi recepire il messaggio, se questo sarà giusto e adeguato.

Ciao

ps: sia chiaro, l'acquisto del cd non è la sola sovvenzione anzi. Ma "alimentare" un mercato sconosciuto potrebbe servire molto per farlo partire, o ripartire a seconda dei casi.

 

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