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Comete

La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare!

Anche il Leader dovrebbe lavorare...

L'amico Lintruso ha scritto qualche giorno fa, nella sua rubrica Cafè, un piccolo post dal titolo "Il buon leader deve metterci la faccia". Io aggiungo che un vero Leader deve metterci anche il cervello e pure le braccia. Nel senso che ormai si moltiplicano i cosiddetti Leader che di lavoro fanno appunto i Leader, ma che si dimenticano di lavorare per la propria azienda. Dirigere un team, un gruppo o anche un'azienda significa innanzi tutto produrre valore per la propria azienda, e questo contributo non può limitarsi a dire agli altri ciò che devono fare. Il vero capo risponde delle proprie scelte nei confronti dell'intera azienda per cui se l'azienda si "sganghera" non è detto che ci si debba rivolgere a qualche guru o a qualche psicologo per rimettere in ordine le cose; magari basterebbe dire al Leader: "vuoi per favore lavorare invece che limitarti a pontificare?

Fare il capo è difficile come coprire qualunque altro ruolo aziendale; anzi è più difficile, perché oltre che fare il proprio lavoro bisogna anche occuparsi di curare il fattore aziendale più importante: il Fattore Umano. Ma l'una cosa non è alternativa all'altra. La Leadership autentica è espressa attraverso una solidità strutturale costituita da strategie, azioni e scelte di cui è percepita la valenza in termini di migliori processi. Il Leader non deve fare il formatore, nemmeno se si tratta di motivare una forza vendita. Un Leader che impartisce lezioncine da "pensiero positivo" non è motivante, anzi è probabilmente in preda ad una incapacità strategica reale.

Il concetto da tenere a mente è molto semplice: se faccio il capo e desidero motivare il mio gruppo devo prima di tutto mettere ciascuno dei miei collaboratori in condizioni di fare al meglio il loro lavoro, garantendo a questi la reale possibilità di ottenere profitto per se' e per l'azienda. Se io sono il capo, io sono parte del processo aziendale, e se le cose non vanno bene anche la mia performance è responsabile. E' per questo che si affida la formazione a persone terze (e competenti), giacché non si può chiamarsi fuori da una responsabilità ergendosi sullo scranno del docente e facendo finta di non essere parte della squadra. Il Leader è parte della squadra, e di questa ne condivide tutti i risultati.

L'attenzione alle Risorse Umane non può essere una strategia, altrimenti si trasforma in una ipocrita azione che normalmente infastidisce i collaboratori. Deve diventare invece una caratteristica che contraddistingue tutte i processi aziendali, tutte le azioni, tutti i rapporti e le dinamiche aziendali. E' una "filosofia" non una "politica" aziendale. Il rispetto per la persona, per la sua individualità, per la sua capacità intrinseca sono in capisaldi della nuova Leadership. C'è ancora chi cerca di trattare tutti i collaboratori come fossero tutti uguali, facendoli sedere insieme in una auletta e facendo meravigliose lezioni di " sicurezza in se stessi" o altro, normalmente inutili se non controproducenti. Invece le persone sono diverse ed ognuna merita una dedizione individuale. Per questo si fa sempre più strada il concetto di "bilancio di competenza" anche nelle aziende. Il Leader attento non può mettere come centravanti una persona che invece è abilissima come portiere. E' un assurdo.

Ma è solo un esempio di quanto lavoro debba fare il Leader sulla propria scrivania, con il proprio cervello, con le proprie braccia.

La Leadership è azione. Se un Leader ha tempo per fare il guru allora c'è qualcuno che lavora il doppio al posto suo!

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L'è lù, l'è lù...amici...auwawawawa

 
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Ti confesso, caro Lintruso, che quando ho letto il tuo commento ho riso per 5 minuti. La tua ironia è ficcante ma puntualissima. E non sai che goduria ad incontrare persone che a causa dei "materassi" venduti dall'ex pescivendolo, sono senza sonno da mesi; Decidono di tornare dalla Tenera, Infallibile mamma in un baleno....una pacchia!! Customer Satisfaction??? Poveretto: non sa l'inglese?

 
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Amico Gremus, sai che su certi argomenti io vado giù più duro senza risparmiarmi in complimenti.Penso alla presunzione di persone che di colpo si sentono manager, di punto in bianco si atteggiano a leader, pontificano (dalle loro scrivanie) e dispensano strategie, promettendo benessere e lauti guadagni per tutti salvo poi beatificare le proprire clacks di leccac..lo Ci sarebbe da piangere pensando al danno e al male che arrecano se stessi (rendendosi ridicoli) ma soprattuto agli altri spacciando illusioni.Mi viene invece da ridere pensando all'ultimo personaggio di questi che ho conosciuto.Fino a poco tempo fà faceva il pescivendolo,oggi ha una una rete di venditori di materassi fatta quasi interamente da ex collaboratori di pescheria profumati e incravattati.Quando gli gira scimmiotta dispensando saggezze ai propri agenti.Uno di questi,ricevuto sul suo vecchio cellulare l'ennesimo sms "ci devi crederci" ha risposto al modernissimo I-Phone del capo "com'è bello, com'è bello il barcone di Marcello"

 

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