How To: imparare a suonare il flauto dolce

Da qualche decina d'anni il flauto dolce, o flauto a becco o recorder, ha goduto di una popolarità straordinaria, che da un parte ha reso in termini di notorietà, ma dall'altra l'ha ridotto a strumento "cavia", ideale per far sperimentare ai bambini l'esperienza del suonare.
Non c'è scuola media degli ultimi trent'anni che non abbia ospitato un saggio di flauti dolci o che, almeno, non sia stata sonorizzata qui e la' da qualche flautista in pectore.
Ma il flauto dolce è un "signor" strumento, non facilissimo da dominare, e con alle spalle una storia centenaria di prestigio. Si può diventare virtuosi del flauto a becco, e per chi volesse avvicinarsi all'idea ecco alcuni consigli.

Il primo problema, come il solito, è trovare uno strumento per iniziare gli studi. C'è un particolare da tener presente: i flauti dolci che normalmente vengono suonati dai bambini alle medie, sono flauti dolci "soprani". Tuttavia il flauto dolce professionalmente più diffuso, cioè quello che è considerato il flauto a becco standard non è il "soprano" ma il "contralto". La maggior parte dei metodi e del repertorio è dedicato al flauto "contralto", il quale è anche il più preciso come intonazione e facilità dell'emissione.

Per cui, volendo iniziare a studiare il flauto a becco con intenzione seria è necessario acquistare un flauto dolce "contralto". Inoltre è bene assicurarsi che sia costruito con la cosiddetta "diteggiatura barocca", leggermente diversa dalla diteggiatura dei flauti scolastici.
Detto questo ci sono diverse possibilità "entry level". Con investimenti che vanno dai 100 ai 250 Euro è possibile acquistare strumenti più che affidabili per studiare e trarne soddisfazione.

La fabbrica tedesca Moeck produce strumenti assolutamente affidabili sia per i principianti sia per gli studenti più evoluti. Ovviamente ci si riferisce esclusivamente a flauti di legno, scartando a priori i flauti di plastica.
Anche la Yamaha, come era prevedibile, produce strumenti interessanti, ed io personalmente posseggo un un flauto "basso" che è straordinariamente pulito e semplice nell'emissione.

E' una questione di gusti ed è per questo che consiglio vivamente di provare lo strumento prima di acquistarlo. Chi decide di avvicinarsi con impegno ad un flauto dolce normalmente ha già fatto qualche esperienza su di un flauto dolce scolastico, per cui possiede quel tanto di tecnica di base per provare uno strumento.
Individuando un venditore che abbia un certo assortimento, se è un venditore serio ed affidabile vi darà certamente la possibilità di provare diversi strumenti di più marche. Scegliete quello che vi risulta più facile da suonare e che vi piace di più dal punto di vista timbrico.

Portato a casa lo strumento può accadere di incappare in un errore che può costare caro: mettersi a suonare per più ore di seguito sin dal primo giorno.
I flauti a becco di legno sono molto delicati e assai sensibili all'umidità. Il legno di cui sono costruiti necessita di abituarsi con accurata progressività all'umidità provocata dalla differenza di temperatura che si genera fra il fiato di chi suona, la temperatura dello strumento e la temperatura ambiente. Più l'ambiente e lo strumento sono freddi più all'interno del flauto si forma condensa, la quale, se non controllata, rischia di otturare la fessura che sta esattamente dove si imbocca il flauto.

Per ovviare a questo problema è necessario seguire questi consigli: prima di iniziare a suonare procurarsi una boccetta di Olio di mandorla, e con uno scovolino stendere un leggero velo di olio all'interno dello strumento, avendo cura di evitare l'imboccatura e tutta la feritoia dove il fiato passa prima di raggiungere l'intaglio che genera il suono. Questa operazione va ripetuta periodicamente (la Moeck consiglia di osservare la canna interna dello strumento: quando si stende l'olio deve diventare lucida; quando torna ad essere opaca è bene ripetere il trattamento).

Inizialmente non suonare per più di 5 minuti al giorno, passando dopo una settimana a dieci e poi progressivamente aumentare questo tempo fino a raggiungere i 60 minuti dopo circa 6 settimane.

Prima di inziare a suonare è fondamentale cercare di portare la temperatura dello strumento la più vicina possibile alla temperatura corporea, soprattutto ponendo cura al riscaldamento dell'imboccatura.
Col tempo e con l'esperienza si imparare a suonare in maniera "asciutta" evitando che piccole goccioline di saliva vadano ad ostacolare il passaggio dell'aria.

Va detto comunque che tutti i flauti dolci sono molto sensibili all'umidità, e dopo un certo tempo (meno di un'ora) finiscono sistematicamente con il passaggio dell'aria inzuppato d'acqua, diventando perciò quasi insuonabili.
E' utile allora smontare la parte superiore dello strumento e, dopo aver tappato con una mano il buco nell'estremità inferiore, soffiare nell'incavo dell'intaglio per far fuoriuscire dall'imboccatura l'umidità, operazione questa che va sempre fatta dopo aver terminato di suonare.
Tuttavia i flautisti professionisti hanno più flauti che alternano, proprio per poter studiare per più ore.

La tecnica e le ditteggiature non sono complicate. Presso questo sito ed in questa sezione sono disponibili delle completissime tavole di diteggiatura, con l'avvertenza di utilizzare inizialmente le dittegiature più semplici.

I flauti dolci possono raggiungere estensioni ragguardevoli, ma l'ottenimento dei suoni più acuti va perseguito con moderazione e progressività.
Consiglio di esercitarsi e studiare solo nell'estensione che si riesce a dominare con facilità, senza mai forzarne i limiti, semplicemente provando, ogni tanto, se si riesce a raggiungere un suono appena più acuto con naturalezza. Se sì, da quel momento si potrà estendere a quel suono i propri limiti.
Forzare per ottenere da subito suoni molto acuti è inutile ed anche dannoso per l'impostazione generale.

Benché in molti conservatori di musica esista da tempo la cattedra di "flauto a becco", i maestri che impartiscono lezioni al di fuori dei conservatori sono pochi, e in alcune zone mancano del tutto.
Per questo il flauto dolce è spesso studiato in maniera "autodidatta", e, tutto sommato, per raggiungere un livello medio la scelta è percorribile.
L'unico problema è costituito dai metodi che in Italia circolano col "contagocce". Ad esclusione del solito Mönkemeyer (che comunque il suo servizio lo fa) nei cassettoni dei principali venditori di edizioni musicali circola ben poco.

Tutt'altra cosa accade nei negozi austriaci o tedeschi ma siccome non a tutti capita di andare a far compere a Berlino (dove dieci anni fa c'era addirittura un negozio specializzato in flauti a becco), può essere utile ordinare musica presso alcuni rivenditori presenti in rete.
Nel sito della Moeck , nella sezione "Noten" della versione tedesca è possibile consultare un grande catalogo, anche se poi sarà necessario acquistare i libri segnalati presso altri rivenditori in rete (segnalati in questa sezione .

Esistono altri editori che offrono cataloghi interessanti benché, per gli inizi, anche il Mönkemeyer, è un buon compagno.
Infine, detto fra di noi, gira voce che sul "peer to peer" si possano trovare metodi e brani con una certa facilità.

Una volta acquisita sicurezza col flauto "contralto" si potrà affrontare con tranquillità anche il "soprano", poi il "tenore" (che necessità che le mani si abituino ad allargarsi un poco) ed infine il "basso", tutti con la rigorosa impostazione barocca.

I duetti, i trii ed i quartetti con più flauti sono gustosissimi e divertenti da suonare.

Per cui, flautisti a becco d'Italia, unitevi!