Imparare a leggere la musica 1: il quarto

Leggere le note sul pentagramma è più facile di quanto si possa credere.
Con questa serie di articoli introduttivi intitolata "Imparare a leggere la musica", (a cui è collegato un ebook con esempi, spiegazioni, approfondimenti ed esercizi) vorrei tradurre la mia esperienza di musicista ed insegnante in suggerimenti utili per leggere un pentagramma con semplicità.

Il rigo musicale o Pentagramma è costituito da cinque righe che, poste una sopra l'altra, formano quattro spazi. Il pentagramma è perciò formato da cinque righe e quattro spazi. Sul pentagramma si segnano tutti i simboli musicali fra i quali la chiave, che normalmente sta all'inizio, e le note. Ogni nota viene riportata sul pentagramma attraverso un simbolo che ne definisce almeno due caratteristiche principali: la durata e l'altezza

La durata è, come il termine stesso lascia immaginare, la durata del suono. 

L'altezza indica il nome della nota cioè, ad esempio, se un suono è un Do oppure un Sol o un'altra nota. Si definisce altezza perché un suono più acuto è considerato più alto di un suono grave. Sul pentagramma un suono grave è posto più in basso rispetto ad un suono acuto.

Il quarto, o semiminima, è ritenuto il simbolo principale, l'unità di base delle durate delle note, ed è rappresentato dalla tipica pallina nera con la stanghetta.

Dovendo leggere un quarto è necessario dividerlo mentalmente in due parti, che in musica sono definite battere e levare

Una scala scritta in quarti si legge così: Do-o / Re-e / Mi-i / Fa-a / So-ol / La-a / Si-i  ()

La prima parte di ogni nota rappresenta il battere, la seconda il levare. Per facilitare questo tipo di lettura ci si avvale di alcuni movimenti della mano, che hanno lo scopo di rendere più chiare le suddivisioni fra battere e levare.

Iniziamo ora ad occuparci del secondo elemento fondamentale della notazione: l'altezza delle note.

Non è difficile mandare a memoria le posizioni delle note e il metodo più semplice è quello di concentrarsi su due o al massimo tre note alla volta. In fin dei conti si tratta di memorizzare una ventina di posizioni diverse. 

In questa edizione di Leggere le note sul pentagramma ci occuperemo soltanto della notazione in chiave di violino sebbene per un tastierista (per cui anche per i pianisti) sia necessario padroneggiare anche la chiave di basso. In un successivo capitolo troverete alcune indicazioni anche per la lettura in chiave di basso. 

Ognuno ha un proprio metodo di memorizzare le cose; di certo, per quanto riguarda le note musicali, il peggiore è il vecchio modo di imparare la posizione delle note attraverso le filastrocche delle note sulle righe (Mi, Sol, Si, Re, Fa) e sugli spazi (Fa, La, Do, Mi). Più importante è invece memorizzare la sequenza delle note, sia in senso ascendente: 

Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do

che discendente

Do, Si, La, Sol, Fa, Mi, Re, Do


Con queste due sequenze a memoria cercheremo di costruirci alcuni riferimenti mentali.

Suggerisco di cominciare a memorizzare la posizione del Sol sulla seconda riga, nota della quale abbiamo già parlato quando abbiamo introdotto la chiave di violino

Se un Sol sta sulla seconda riga, il Sol più alto sta immediatamente sopra l'intero pentagramma.

Anche i Do sono semplici da memorizzare. Il Do grave (più basso degli altri) sta sotto il pentagramma ed è attraversato da un taglio addizionale il quale, in pratica, è un'estensione del pentagramma. Il secondo Do sta invece nel terzo spazio. Infine il Do più acuto sta sopra il pentagramma con un taglio addizionale sotto e uno che l'attraversa. Infine è facile ricordare il Si centrale che sta in mezzo al pentagramma sulla terza riga.

Basta! Per ora non dobbiamo ricordare niente altro. Però abbiamo già fissato la posizione di 6 note!! Non male!

Con piccoli artifici mnemonici in pochi giorni sarà semplice memorizzare la posizione di tutte le note.

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