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Studiare musica da adulti: Faq 1

Il precedente articolo Studiare musica da adulti è stato letto in una sola settimana più di 2000 volte. L'argomento interessa, e ancora una volta la crisi della musica è smentita dai fatti. Moltissimi giovani ed adulti hanno desiderio di "fare musica", di provare a misurarsi con uno strumento musicale, di sentire le vibrazioni di una chitarra o di un sassofono riverberarsi nel proprio corpo mentre si suona. E non ha importanza a quale livello si suoni: l'importante è godersi il piacere di farsi la propria musica. Ho ricevuto molti commenti ed Email e in questo articolo voglio estendere a tutti alcune risposte alle domande che mi sono state poste.

Studiare musica da adulti

Si può studiare musica, cantare, imparare a suonare uno strumento musicale a tutte le età, senza limitazioni. Per anni una certa cultura accademica ha sostenuto il contrario. Sembrava che, per avvicinare un pianoforte, o si iniziava a cinque anni oppure non c'era speranza di cavarne fuori nulla. Non è assolutamente vero. Arriverei pure a dire che si possono ottenere risultati da "virtuoso" pur iniziando a studiare uno strumento a cinquant'anni, e anche più avanti. Se i risultati non arrivano ad essere così soddisfacenti non è per ragioni "fisiche" o per limitazioni date dall'età. E' solo per faccende di "testa" cioè per l'approccio mentale con cui ci si pone di fronte allo strumento. Ad esempio: il bambino non si pone mai l'obbiettivo di diventare una star della musica; l'adulto sì! E qui nascono i problemi…

La musica per i bambini

Ogni volta che suono per i bimbi delle scuole elementari o delle medie mi rendo conto che per loro è un'esperienza assai insolita vedere e ascoltare gli strumenti dal vivo.
Essi hanno la fortuna di ascoltare musica in ogni momento della loro giornata, ma per la maggior parte delle volte è musica registrata: il musicista lo vedono e lo ascoltano attraverso lo schermo televisivo o quello del computer. Le rare volte che hanno occasione di avvicinarsi ad un musicista all'opera in carne ed ossa, rimangono estasiati e la loro curiosità si accende. Sentono l'irrefrenabile desiderio di toccare le corde, i tasti o provare a soffiare dentro lo strumento per ascoltare quale suono riescano a produrre.

Musica e infanzia

Ho mosso i primi passi, come insegnante di musica ed esperto esterno alle strutture scolastiche statali, nel lontano 1984. Da allora di strada ne ho percorsa molta incontrando centinaia di bambini soprattutto in età da scuola materna ed elementare. Inutile ripetere su quanto sia importante il linguaggio musicale trattato a 360 gradi per i più piccoli. Vorrei invece parlarvi di alcune osservazioni dal sapore scientifico che ho colto in questi anni e che spesso non ho trovato in libri che trattavano di pedagogia musicale. Piccoli segni ma per me molto importanti che mi riportano a considerazioni di tipo culturale e/o genetico.

Una circolare per rinnovare l'insegnamento della musica nella scuola.

Il ministro Giuseppe Fioroni si è attivato per dare un impulso nuovo all'insegnamento della musica in tutte le scuole. E' da anni che se ne parla e che si sente il bisogno di elevare la materia musicale allo stesso livello delle altre materie pratiche e artistiche, recuperando quella parte di cultura che è quasi andata persa, nonostante l'Italia sia la patria dei troppi conservatori di musica.
Nel 2006 il ministro ha istituito il "Comitato Nazionale per l'apprendimento pratico della musica" e il Comitato ha espresso in un suo documento riflessioni e proposte.
I nomi che compaiono nel comitato fanno ben sperare. Figurano musicisti attivi nel campo della musica classica e leggera; sono strumentisti, compostori, didatti di sicuro valore. La rosa completa la potete trovare a questo indirizzo www.cematitalia.it

Diploma a dodici anni

Apprendo da un lancio Ansa di ieri che un ragazzino di dodici anni dodici si è diplomato in violino al conservatorio di Roma. Voto 10 e lode con menzione: il massimo.
Sicuramente il ragazzino è un asso, anche se l'evento non è così raro.
Tuttavia mi chiedo come mai le cronache non ci raccontino mai di laureati in medicina a quindici anni, o di ingegneri a quattordici, o di architetti a dodici. Forse perché si ritiene che il saper fare ottima chirurgia, oppure il saper progettare ponti ed edifici presuppongano una preparazione che vada ben aldilà del saper dominare lo specifico atto tecnico.
Possibile che un giovani violinista di dodici anni sappia proporre al pubblico con consapevole scienza e conoscenza ciò che Beethoven ha scritto in tarda età?

Studiare musica: conservatori o scuole civiche (o private)?

La contraddizione è l'anima d'Italia, nel bene e nel male. Mare e montagna, sole e neve, vie metropolitane e carruggi, strabiliante fantasia mista ad endemica indolenza. Ad esempio: che ci fanno quasi cento conservatori di musica od istituti pareggiati, migliaia di scuole civiche o private di musica in un paese che negli ultimi anni ha sistematicamente chiuso orchestre, ridotto finanziamenti alla musica, impedito il mecenatismo e sottopagato l'iniziativa musicale privata?

Una delle possibili ragioni di questa curiosa contraddizione è che gli italiani, nonostante tutto, amano la musica, credono nel potere educativo dell'arte musicale e vogliono provare, almeno una volta, a mettere le mani su di uno strumento.
In molte città italiane si apre l'opzione tra l'iniziare gli studi in un conservatorio di musica o in una scuola civica o privata, ed il più delle volte la scelta viene fatta sulla base di voci, consigli raccolti qui e là, sensazioni non sempre corrette. Ecco allora il motivo che mi ha spinto a fornire qualche elemento di valutazione più sistematico.

Io so perché ai bambini piace la musica

Non lo so perché ho letto tanti libri o perché ho parlato con tanti bambini. Lo so perché un tempo sono stato bambino anch’io.

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