Tutto torna
In tre anni molte cose possono cambiare. E' un tempo giusto perché le persone, gli eventi ed il caso possano condurre al cambiamento. Non sempre si sceglie di cambiare: alcuni cambiamenti si devono subire perché cambiamo noi, ma contemporaneamente cambiano pure le persone e la vita che ci sta intorno. In tre anni i cambiamenti si consolidano, e talvolta si presentano talmente imponenti che a stento riconosciamo ciò che ci appariva alcova sicura fino a pochi anni prima. Io ho trascorso i tre anni piú convulsi, contraddittori e rivoluzionari della mia intera esistenza. Una rivoluzione in buona parte subita, perché mentre credevo di cambiare io, attorno a me sono avvenute forti mutazioni. Il tempo, forse altri tre anni, mi consentiranno di capire cosa sia accaduto davvero.
L'elaborazione del dolore
Ho ricevuto questa mail da L. Si riferisce a questo mio articolo -Nuclei di dolore - di qualche tempo fa.
Salve,mi scusi in anticipo per gli errori di ortografia ma non sono italiana.ho letto il suo articolo "elaborare il dolore" sul suo sito,l'ho trovato bellissimo,toccante. le volevo chiedere,qui si tratta di elaborare il dolore per il perduto amore,grande lezione questa donna.ma per il dolore dell' abbandono di una madre,o un padre abusivo o un fratello suicidio come si fa ad elaborare tutto cio? grazie.
Cara L., la tua domanda è davvero impegnativa. Tocchi situazioni di dolore che tracimano dall'area della semplice "elaborazione" per riversarsi copiosamente nell'area dell'"intervento".
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Amore finito, amore irrisolto
Quando un amore inizia, nessuno tenta di giustificare questo meraviglioso sentimento. Non c'è un perché all'innamoramento, e le ragioni per le quali ci innamoriamo sfuggono anche all'analisi. Farfalle nello stomaco, stato d'animo alle stelle, ogni problema di salute se ne va, e senza che teorie o ragionamenti tentino di dare un ordine pragmatico a tutto ciò.
Quando invece un amore finisce la tentazione di scoprirne le ragioni è forte. Si vuole capire cosa anima l'altro a non sentire per noi ciò che un tempo sembrava così naturale. Oppure ci si ritrova a dare spiegazioni all'altro su di un sentimento che un tempo ci travolgeva ed ora si è sopito. Perché, ci si domanda? Cosa è successo? Cosa non ti piace di me? C'è un'altra..e via dicendo. A queste domande alcune volte si cerca in tutti i modi di dare delle risposte, si intavolano discussioni infinite, si tirano in ballo avvocati o psicologi. Il tutto per sapere le ragioni di un rifiuto. Altre volte invece si decide di desistere dalla umanissima necessità di "sapere" e si sceglie di accontentarsi della propria percezione, del proprio sentire, lasciando certamente alcune ragioni "irrisolte", ma evitando i rischi peggiori che vi possono essere nel gioco delle spiegazioni: la menzogna e l'ipocrisia, capaci di essere assai più devastanti dell'irrisoluzione.
L'importanza dei sogni
Il titolo dell'ultimo lavoro di Fiorella Mannoia è "Ho imparato a sognare". Come se anche per sognare fosse necessario un apprendistato, un'abilità che sappia rendere quello spazio di fantasia ad occhi aperti un autentico sogno. Il sogno – e mi riferisco a quello da svegli – è il livello estremo del nostro pensare irrazionale, senza il pragmatismo del ragionamento, del calcolo preventivo, del progetto. Sognare è immaginarci in potere di ottenere dalla vita tutto ciò che desideriamo, lasciando libero sfogo al nostro inconscio, che per quanto può, riesce a formare anche i nostri sogni da svegli. Purtroppo ci insegnano a frenare questi sogni, incanalandoli in percorsi obbligati, annullandoli in nome del calcolo o del ragionamento. Ma chi l'ha detto che le fantasie siano sempre impossibili? Quante volte cestiniamo un sogno prima ancora di aver provato a spostarlo dal pianeta dell'immaginazione a quello della possibilità? Siamo certi che non siano proprio i sogni fantastici a regalarci soluzioni per un futuro così incerto?
Il tempo aiuta
La notte dopo le 23 o le mattine d’agosto, la Tv passa gli unici film che lasciano traccia nel pensiero. Il “Club degli imperatori” di M. Hoffman, è uno di questi. Non un’opera d’arte, e nemmeno un cult tipo “L’attimo fuggente” . E’ una pellicola che legge la realtà in maniera non convenzionale, e che perciò fa pensare. Non esistono vincitori o vinti, come nella realtà; la speranza è affidata al tempo, come nella realtà; ognuno ha una verità e un’etica propria, come nella realtà; il meglio sta spesso nelle pieghe più nascoste della vita, come nella realtà. Insomma un film che ci racconta il reale, senza troppe ipocrisie od illusioni. In tutto ciò il messaggio finale è positivo: si può vivere con soddisfazione a patto di essere fedeli innanzi tutto a se stessi e poi alla potenza salvifica del tempo.
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La rete dell'emozione
L’umanità non è cattiva, no di certo. E se non ho fatto in tempo a convincere chi un giorno mi chiese di essere il suo viatico verso una pacificazione con il genere umano è perché l’unico modo per comprendere l’umanità tutta, nelle sue singolarità e nelle sue moltitudini, è lasciare aperti cuore e mente alle emozioni: solo così, solo accettando che ogni uomo o donna siano mossi prima dall’emozione e poi dalla ragione si può scorgere una luce di verità e speranza per l’intera umanità, e per se stessi.
Era il 5 gennaio di quest’anno e già scrivevo questo post , dedicandolo a chi mi aveva invitato al compito così arduo di riappacificarla con l’umanità. Lì era già scritto tantissimo; già indicavo il crepaccio insanabile, l'impossibilità di sincera intesa fra chi mosso dalla passione ne cercava le ragioni e chi alimentato da una ragione altalenante diceva che da lì si sarebbe potuto cercare la via verso la passione. Io già conoscevo il finale di un modo di procedere innaturale e senza speranza. E già in quei frangenti mi ero tirato indietro, fatto da parte, rinunciato ad un’impresa che sapevo impossibile.
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13 Spunti per la vita
Ho riletto queste parole. Cambiano le circostanze, cambiano i riferimenti, cambia il peso che ogni spunto ha nei diversi momenti dell'esistenza. Ecco perchè oggi mi sembrano parole totalmente nuove, tanto da volerle riproporre.
13 Spunti per la vita
di Gabriel García Márquez
1 -Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.
6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.
"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"
Gabriel García Márquez
Sogno e realtà
Sognare ad occhi aperti è vivere più vite, e più intensamente lo si fa più il sogno diventa esperienza emozionale, forte, quasi ideale. Il pericolo sta nel lasciarsi travolgere dall’alcova del sogno per fuggire la realtà, per isolarsi, per preferire la vita sognata a quella reale. Invece se il sogno diventa progetto, proiezione virtuale di una vita più appagante, o semplicemente di una bella situazione , sognare è vivere sì più vite, alcune virtuali e alcune reali, ma anche un segno della volontà di evolversi. Il cambiamento prefigurato dai sogni è il saper immaginare per se stessi e per gli altri un futuro migliore, e l’adoperarsi per ottenerlo. Si può sognare perciò per abbracciare il futuro; oppure, se il sogno è fine a se stesso, per fuggire il presente. Oppure si può non sognare affatto, ma è una condizione talmente lontana da me, incorreggibile sognatore, da non saper proprio come se ne possa fare a meno!
Il Futuro: le Relazioni umane
H.Cartier-BressonForse non sempre ce ne rendiamo conto ma il fulcro attorno al quale ruota l'esistenza umana sta nella capacità di relazionarsi, di comunicare, di far passare il proprio pensiero così come vive dentro di noi, e nel contempo comprendere quale sia il vero pensare altrui. I bambini iniziano a sentire le piccole difficoltà del vivere quando perdono la sicurezza di essere compresi dai genitori. La difficoltà relazionale "principe" è il pensare che gli altri o semplicemente l'altro non ci comprenda. E' qui che nascono i problemi di relazione, le sensazioni di solitudine, alcuni disagi e persino molte depressioni. Agli umani non manca la capacità intrinseca di socializzare e di vivere in società; non mancano nemmeno i linguaggi per comunicare, con la parola, con i gesti, gli sguardi, le posture. Tutto ciò però si impiglia nel decodificatore che ogni singola persona ha incorporato nel proprio io. E nei mezzi di comunicazione che ci stanno imponendo modelli su cui riflettere.




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