A Capodanno io rimango a Vienna

A Capodanno io rimango a Vienna

Mi sa che dietro l'annunciata malattia del famoso direttore russo Yuri Temirkanov, malattia che gli impedirà di dirigere il Concerto di Capodanno made in Italy, ci sia la famosa gatta covante.
Sperando che la malattia improvvisa non celi nulla di preoccupante, mi piace fare un po' di dietrologia, immaginando che Temirkanov abbia all'ultimo deciso di vedersi in poltrona il vero e unico concerto di capodanno: quello di Vienna.

Da quando i burocrati Rai hanno deciso di togliermi dal palinsesto il concerto dei Wiener Philarmoniker il mio pranzo di capodanno è diverso, le lenticchie hanno un sapore diverso e la bottiglia di spumante fa' un botto più scialbo.
Io sono uno di quelli che ama fare il pranzo di capodanno, e da sempre lo ricordo accompagnato dagli Strauss, dall'annunciatrice con la perfetta pronuncia tedesca (mitica e bene augurale la voce di Bepi Franzelin), dai fiori liguri e dall'atteso "Prost Neujahr".

La musica italiana di Verdi, Rossini, Bellini e gli altri non ha nulla da invidiare alle polke viennesi, ma, come si dice, "ogni frutto ha la sua stagione". Il Va' Pensiero a Capodanno non mi va giù, mi fa indigesto il cotechino, mi smonta il purè.
Che senso ha poi rompere la tradizione per un progetto di valorizzazione delle risorse nazionali e poi chiamare a dirigere direttori stranieri. Senza nulla togliere a Maazel o al previsto Temirkanov. Ma ora ci propongono il giovane e sconosciuto Kazushi Ono che dal nome non mi pare delle nostre parti. Vabbè per il "largo a i giovani" ma a capodanno voglio un big. Anche per poterlo criticare tranquillamente!

Singolare questa idea di italianizzare le tradizioni non italiane mentre poi permettiamo che gli spagnoli ci insegnino a fare turismo o che i francesi e i cinesi ci insegnino a cucinare (l'ha detto Augias che le loro cucine sono le migliori del mondo!).
Epperchè allora non ci facciamo una bella Torre Eiffel a Torino o il 14 luglio non ci mettiamo pure noi a suonare la marsigliese!

La musica da capodanno è quella viennese, e mi dispiace per l'orchestra di Venezia.
Ma io ho deciso che quest'anno tiro indietro gli orologi di due ore, così da sedermi al tavolo alle due del pomeriggio, ora in cui la Rai trasmette il concerto Viennese in differita, e di aspettare a stappare lo spumante quando il solito percussionista dei Wiener fa schioppettare la doppietta a salve, o qualcosa di simile.

E allora sarà un Buon Anno!

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