David Bowie, la sua musica

David Bowie, la sua musica

David Bowie nella storia

David Bowie, la sua musica e la sua arte, entreranno nella storia della musica e dell’arte. Entreranno anche nella storia sociale della musica, perché David è stato un vero artista: ha cantato al mondo le proprie idee, ha espresso ideali, ha anticipato in arte ciò che la società avrebbe, come sempre dopo, espresso nella vita reale.

Perché studiare David Bowie

Se sei un giovane musicista, se ambisci a fare della chitarra, o della voce, o della batteria, o persino della videocamera, uno strumento della tua creatività, studia l’arte di David Bowie, studia la sua vita, studia la sua personalità, leggi libri su di lui, osservalo nei film in cui ha partecipato, cerca di capire chi sia stato, nella vita e nella sua arte.

Non solo Under Pressure

Molti appassionati come te hanno conosciuto David Bowie solo nel 1981 con Under Pressure celebre super-song frutto della collaborazione con Freddy Mercury e i Queen. Nel 1981 Bowie aveva già fatto cose straordinarie che non sono solo canzoni ma spazi, dimensioni future e racconti: Space Oddity, Ziggy Stardust le collaborazioni con Brian Eno (anche lui da studiare e celebrare, possibilmente prima che passi ad altra vita…), Diamond Dogs, Young Americans, la discussa Trilogia di Berlino, solo per citarne alcune. A dire il vero tutti i lavori di Bowie furono e sono discussi. Questa è la ragione per cui se vuoi fare musica e/o arte devi studiare David Bowie e la sua vita.

David Bowie trasgressore?

Altro che trasgressione! Non uno dei temi che Bowie ha toccato è stato banale, fuori dalla realtà, trasgressivo a favore dello show business; David ha espresso in maniera artistica la propria visione sui temi, le problematiche e le contraddizioni che il ‘900 stava maturando giorno dopo giorno.

..o David Bowie precursore?

David Bowie è stato più intenso, precursore, conoscitore e interprete della società, antica, presente e futura, di quanto lo siano stati decine di psico-scrittori, filo-scrittori, premi nobel da showbusiness, prelatoni, storici ed economisti venduti. Lasciamo che l’effetto “E’ morto David Bowie: come mi dispiace” finisca e poi rimettiamoci tutti a studiare questo artista, musicista e molto di più. Forse, oltre che a salvare la musica dalle ugole lobotomizzate prodotte dai “talent” riusciremo anche a riporre la musica, nel giusto ruolo che ha avuto nella società.

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