Direttori d'orchesta alla Guido Cantelli

Direttori d'orchesta alla Guido Cantelli

Direttori d'orchestra alla Guido Cantelli non se ne trovano più, e questo per almeno tre, anzi quattro buoni motivi.

In primo luogo nessuno sa più bene quali caratteristiche debba avere un direttore d'orchestra talentoso. Per uno strumentista E' più semplice, anche se spesso si confonde il ben suonare con il talento. Il talento è esprimere novità  nell'interpretazione, novità  vera, anche coraggiosa. Di novità  se ne sentono poche, ma questa è un'altra storia.
Anche il direttore dovrebbe essere interprete, dovrebbe indurre musica viva, forza intellettuale, intenzione e carisma.
Si vedono in giro dei beoti!! E alcuni di questi sono pure ospitati a tenere, loro stessi, corsi di direzione.

Il secondo motivo è che se anche ci fosse in giro un giovane talento capace di imprimere un marchio di novitè  al panorama interpretativo sinfonico ed operistico, nessuno si accorgerebbe della sua esistenza.
I critici frequentano le loro "elite", parlando per loro stessi e non curandosi della base, di chi fa musica senza "Fus" (fondo unico dello spettacolo). Criticare gli sconosciuti e, soprattutto, dover dire bene di loro sa tanto di provinciale. E che noia poi!
I direttori famosi, che un tempo portavano per mano i loro allievi verso le ribalte, oggi hanno già  il fardello di dover tenere loro stessi sulla ribalta. E poi, suvvia, chi ci è rimasto di famoso? I veri vips della direzione si sollazzano fra orchestre di ragazzi e ragazzate. Ci vengono a raccontare che nei giovani sta l'arte strumentale più pura! Balle! E' solo una questione di comodo, e di potere facile. Come nella pubblicità  del "vincere facile".
Il potere oggi non è più dominare i Berliner Philarmoniker, i Wiener, La Scala. Oggi è meglio dominare orchestre giovanili, dove nessun orchestrale/figlioccio si azzarderebbe nemmeno a pensare di avere un opinione diversa dal direttore/patrigno.
I direttori vips snobbano le orchestre vere, quelle di professionisti adulti. Colpa delle orchestre sindacalizzate o dei direttori spersonalizzati?

Gli agenti, gli organizzatori,i talent-scout, i concorsi, nessuno di questi ha più capacità  ed interesse a cercare veri talenti. Non si sa bene dove attingano quei nomi che ogni tanto saltano fuori dalle loro cartelline ma di certo non è frutto di selezione basata sul talento: più probabile su mercanteggiamenti. Certa è la diffusa incompetenza.

Terzo motivo è l'aver privato di voce critica quelli che potrebbero essere i veri e competentissimi giudici di un direttore d'orchestra: la voce delle orchestre. Anni fa un direttore inadeguato poteva essere protestato dall'orchestra. Il rappresentate dell'orchestra aveva il diritto/dovere di riferire sul livello artistico e sul grado di "feeling" che il direttore riusciva ad instaurare con gli orchestrali. Era il tempo in cui il metro di giudizio era la qualità , o l'eccellenza come si dice oggi. Erano anche i tempi dove qualità  ed eccellenza regolavano tutta la filiera artistica, dal direttore artistico all'inserviente di scena: vigeva il rispetto per il pubblico e l'arte. Oggi invece si parla di eccellenza, di qualità  di feedback, di soddisfazione interna ed esterna, ma poi la voce competente dell'orchestra vale niente. Il direttore lo impongono dall'alto e l'orchestrale lo deve subire. E buona notte ai suonatori.

L'ultimo motivo è a carico del pubblico. Sì, anche il pubblico ha una sua responsabilità . Il pubblico di oggi ha deciso che l'applauso è un ringraziamento per l'ospitalità , non un segno di apprezzamento. Si applaude sempre, alla stessa maniera, senza ardore senza noia. E in questo modo si pensa che vada sempre tutto bene, madama la marchesa.
Ultimamente ho assistito a concerti dove giusto sarebbe stato uscire a metà , sbattendo la porta, facendo una pernacchia al direttore ben pettinato e sorridente che agitava le sue manine sulla musica, senza scopo, ingarbugliando gli orchestrali.
Invece applausi, bis e ribis. E bravo sperando di rivederla l'anno prossimo! Che cosa ci sia poi da vedere?

Il bello è che la stessa tiritera è dedicata, senza apprezzabili modifiche, anche al vero direttore, a colui il quale pur senza particolare talento fa dignitosamente il suo lavoro. Applausi bis e ribis.
Figurati se arrivasse il talento. Magari dirige l'Egmont facendo sentire un po' di eroismo "Sturm und Drang", facendo sobbalzare sulla sedia?
Allora si che si potrebbe non applaudire: per danni al rilassamento prenotturno!

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