Diritto agli autori

Diritto agli autori

Un ex ministro al welfare ha dichiarato pubblicamente di non voler riconoscere agli autori ed esecutori di musica il diritto a guadagnarsi da vivere vendendo le registrazioni dei propri brani.
"Io la musica la scarico illegalmente e mi sono pure autodenunciato. E siccome col diritto d'autore ormai ci sguazza la maggior parte dell'industria editoriale, l'autodenuncia vale come lasciapassare: anzi come precedente per chi desideri accodarsi al folto gruppo di musicofili da scrocco.

L'ex ministro non è un giovane studente squattrinato, che scarica per gioco, e non è manco un rappresentante delle fasce deboli della società . L'ex ministro è un benestante, che per il solo fatto di aver presieduto un ministero così legato al mondo del lavoro, quale il welfare, dovrebbe avere un congruo rispetto per l'altrui lavoro.
Invece no. I musicisti devono accontentarsi, secondo il ministro, di sbarcare il lunario facendo concerti, (come è facile fare concerti pagati!!!) per i quali, fra l'altro, devono versare alla SIAE i diritti d'autore ai compositori, gli stessi che il ministro non vuole pagare. E le case discografiche che chiudano pure, come se queste non fossero, al di là delle politiche più che criticabili che adottano, aziende costituite da lavoratori.

E pensare che il ministro, oggi politico, è sostanzialmente un intellettuale, superpagato.
E pensare che sbandiera un vessillo dietro il quale preme il popolo dei diritti.
E pensare che il suo sax, poverino, non lo ha mai tradito!

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