Il pozzo della Siae

Il pozzo della Siae

Il Ministro Padoa-Schioppa ha paventato l'ipotesi di prelevare venti milioni di Euro dalle casse della SIAE, acronimo di “Società Italiana degli Autori ed Editori”. A titolo di cronaca si ricorda che la SIAE è praticamente l'unico Ente Pubblico che non riceve un solo Euro dalla mano pubblica, finanziandosi interamente con i proventi degli utilizzi di opere soggette al diritto d'autore. Detti proventi vengono poi ripartiti tra gli autori affinché questi traggano il legittimo e unico reddito per il loro lavoro di autori. Il prelievo paventato è pertanto arbitrario ed iniquo per la semplice ragione che lo stato, a memoria mia, non ha mai fatto nulla a favore degli autori musicali, teatrali, letterari, dell'immagine e televisivi. Non ci si lasci confondere dai finanziamenti erogati a favore del cinema, della televisione, dal famigerato FUS (fondo unico per lo spettacolo): tali finanziamenti sono appannaggio degli organizzatori, non degli autori i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, percepiscono qualche briciola di quelle erogazioni. L'autore oggi è l'ultima ruota del carro dello spettacolo in Italia: e si vede pure! Certo, c'è un'altra questione: la questione SIAE, cioè capire se la SIAE fa gli interessi degli autori e degli editori o solo l'interesse di qualche autore e di qualche editore. Nuoce alla causa il sospetto che, al di là dell'indignazione per il prelievo forzoso, la stragrande maggioranza degli autori ed editori SIAE, non vedrà effetti direttamente conseguenti da tale prelievo. La SIAE, infatti, adotta un sistema di riparto dei proventi altrettanto iniquo e criticabile che va a privilegiare alcuni autori ed editori a sfavore di altri. Spiego meglio, generalizzando e semplificando al massimo: se l'autore X, sconosciuto o agli inizi di carriera, scrive 10 brani che vengono emessi 100 volte dalla radio Z, riscuote una quota di proventi pari ad un “corrispettivo unitario per esecuzione” moltiplicato per 100. Verrebbe allora da pensare che se un autore Y, famoso e affermato, scriva 10 brani emessi 100.000 volte dalla stessa radio Z, quest'ultimo debba riscuotere lo stesso “corrispettivo unitario” moltiplicato per 100.000. Questo non accade, giacché la SIAE ha stabilito di modificare, anzi, manipolare il “corrispettivo unitario” sulla base di criteri a favore degli autori più eseguiti. La stessa cosa per gli editori. Il meccanismo di riparto è più complesso di come l'ho posto ma l'effetto è quello descritto. Si può perciò comprendere il motivo per cui oggi a protestare per il prelievo forzoso siano principalmente i grandi (in termini di peso SIAE) autori ed editori. Dalla, D'Alessio, Mogol, Emi music, Sony music, Ricordi, per citarne alcuni, i quali minacciano di abbandonare la SIAE. Condividendo la loro protesta, ora però vorrei vedere fino a che punto sapranno dar seguito alle loro intenzioni: chissà se gli altri enti internazionali di protezione del diritto d'autore sanno proteggere così bene i diritti dei più dritti!