Conservatori o scuole civiche?

Conservatori o scuole civiche?

Studio in conservatorio o nella scuola civica?

Conservatorio o Scuola civica. La contraddizione è l'anima d'Italia, nel bene e nel male. Mare e montagna, sole e neve, vie metropolitane e carruggi, strabiliante fantasia mista ad endemica indolenza. Ad esempio: che ci fanno quasi cento conservatori di musica od istituti pareggiati, migliaia di scuole civiche o private di musica in un paese che negli ultimi anni ha sistematicamente chiuso orchestre, ridotto finanziamenti alla musica, impedito il mecenatismo e sottopagato l'iniziativa musicale privata?

Una delle possibili ragioni di questa curiosa contraddizione è che gli italiani, nonostante tutto, amano la musica, credono nel potere educativo dell'arte musicale e vogliono provare, almeno una volta, a mettere le mani su di uno strumento. In molte città italiane si apre l'opzione tra l'iniziare gli studi in un conservatorio di musica o in una scuola civica o privata, ed il più delle volte la scelta viene fatta sulla base di voci, consigli raccolti qui e là, sensazioni non sempre corrette.

Elementi per scegliere

Innanzi tutto è bene chiarire che mi rivolgo a chi decide di iniziare un corso di studi musicali o, al più, a chi è ai primissimi anni di studio. Dico questo perché per i livelli di studio più avanzati oggi la scelta preferibile è senz'altro la frequentazione dei conservatori con i cosiddetti "piani di studio riformati".  All'inizio, invece, un conservatorio propone insegnamenti ed esperienze spesso del tutto paragonabili a quelle di molte scuole civiche o private. Accade spessissimo che gli stessi insegnanti di conservatorio vadano ad "arrotondare" i loro stipendi insegnando nelle scuole civiche o private (che d'ora in poi chiamerò scuole musicali), e siccome l'elemento di gran lunga più importante all'inizio di un percorso musicale è un buon maestro, trovarlo in conservatorio o trovarlo in una scuola musicale non fa differenza. Se proprio si volesse confrontare più a fondo l'ambiente conservatorio e l'ambiente scuole musicali, per chi inizia, e soprattutto per i bambini, non esiterei a privilegiare l'opzione scuola musicale.

Pro e contro di conservatorio o scuola civica

I conservatori sono scuole spesso mastodontiche, con impostazione para-universitaria, dove l'allievo ai primi anni si ritrova ad avere un rapporto esclusivo con i propri insegnanti (normalmente strumento e teoria), ma completamente ignorato dalla struttura scolastica. Un giovane neo-studente si ritrova, in pratica, a vivere lo stesso "clima" di un ambiente universitario ma con una età da scuola media se non elementare. Così fino al terzo, quarto o talvolta quinto anno (capita che all'esame di quinto si veda per la prima volta in faccia il direttore del conservatorio), si rimanga per il conservatorio un "numero", e se non fosse per il rapporto che inevitabilmente si forma con i compagni, ci sarebbe davvero poca differenza fra lo studiare in conservatorio o lo studiare privatamente in casa dei diversi insegnanti. Anche gli insegnati di conservatorio hanno una parte di responsabilità nel renderlo oggi meno preferibile per chi inizia. Avendo fra i propri allievi sia ragazzi che iniziano sia studenti dei corsi superiori, accade spesso che volgano la loro attenzione ai secondi trascurando, spesso con noia, la cura dei novellini.

Nelle scuole musicali, invece, l'ambiente è favorevole proprio a chi inizia gli studi. Le direzioni di queste scuole, attente sia all'aspetto didattico ma anche a quello economico, hanno capito da tempo che anche un ragazzino al primo anno desidera essere "coccolato" dalla scuola, un po' perché le "coccole" fanno parte di una didattica moderna ed emozionale, un po' perché quel ragazzino è un "cliente". Se volessi esprimere con una "iperbole" la differenza che spesso si coglie fra l'ambiente "conservatorio" e quello "scuole musicali" è che il primo è ancora troppo legato ad una concezione vetusta del rapporto scuola-allievo, mentre il secondo è già espressione moderna del cosiddetto "orientamento al cliente".

Questa differenza la si coglie, ad esempio, nella miriade di iniziative che le scuole musicali attuano a favore degli allievi di qualunque livello. Anche un bambino al primo anno sicuramente verrà invitato a partecipare ad un piccolo saggio, oppure verrà stimolato a seguire i saggi degli allievi più grandicelli, oppure verrà coinvolto in iniziative musicali varie alle quali possono partecipare con i genitori al seguito. I genitori nei conservatori non hanno alcun ruolo, anzi, se ronzano troppo attorno agli allievi i docenti si infastidiscono. Io ho visitato di persona una scuola musicale dove invece è attiva all'interno addirittura una "nursery" rivolta ai genitori con bambini piccolissimi che accompagnano a scuola i ragazzi più grandicelli.

Il direttore di una scuola musicale è quasi sempre presente, perché spessissimo insegnante anch'egli, e poi per parlarci, per esprimere un'idea o un'osservazione, basta incrociarlo nel corridoio. In conservatorio bisogna prendere appuntamento con giorni di anticipo. E non sempre riceve. Anche lo stesso insegnante che opera in conservatorio, se insegna in una scuola musicale, lo fa con uno spirito diverso, meno austero, più moderno ed utile ad una vera educazione musicale. In questo senso ci sarebbe addirittura da formulare una critica all'impostazione didattica dei conservatori adottata per i principianti. Fare il musicista presuppone oltre che una preparazione tecnica ed artistica adeguata, anche una solidità psicologica importante. Fino a pochi anni fa (e spesso é ancora così) nei conservatori , come anche nelle scuole di danza classica (il teatro è sempre stato un po' più moderno in questo senso) vigeva la regola che il talento e la solidità psicologica andassero individuate e non formate. In pratica se un ragazzo dimostrava capacità e freddezza veniva segnalato, mentre per gli altri c'era una sorta di "vedremo cosa saprà fare". Gli insegnanti di conservatorio non badavano a formare caratterialmente l'allievo e se lo facevano attuavano quella micidiale teoria per la quale la frusta e l'umiliazione potevano renderne più solido il carattere.

Ovvio che da tale fucina ne siano usciti grandi quantità di musicisti e futuri insegnanti frustrati, insicuri, incapaci di difendere la propria arte, il proprio intuito e, figuriamoci, la propria professione. Sulla qualità dell'insegnamento nei conservatori tra gli anni settanta e i primi del duemila ci sarebbe molto da dire e a molti docenti sarebbe da presentare il conto per lo sfascio di tutto il sistema musicale odierno. Oggi nei conservatori le cose stanno cambiando, lentamente ma inesorabilmente, pena la chiusura della maggior parte di essi. Tuttavia è nelle scuole musicali che si sviluppano e si studiano maggiormente i nuovi modelli di approccio all'insegnamento ed agli allievi.

Nelle scuole musicali si può studiare musica per puro divertimento ma si può anche seguire un percorso formativo alla stessa stregua di quanto viene fatto in un conservatorio, con meno austerità e solitudine di quanto succeda nei conservatori. Insomma, fino al livello di quinto anno, non ho problemi a dire che una buona scuola musicale può fare anche meglio di un conservatorio. Oltre no! I nuovi ordinamenti riformati presuppongono tutta una serie di insegnamenti, da svolgersi nella parte superiore degli studi, difficili da attuarsi nelle scuole musicale.

Solo le grandi scuole civiche riescono a fornire supporti adeguati ma, le grandi scuole civiche (parlo di quelle con migliaia di allievi) in fin dei conti sono dei conservatori camuffati.

Per finire un ultimo consiglio: se vostro figlio frequenta con profitto e passione un secondo o terzo anno di una scuola civica, e vi passa per la testa di iscriverlo in un conservatorio, pensateci due, tre, anche quattro volte. Se ambisce a completare gli studi prima o poi in conservatorio ci dovrà andare. Io sono per il "poi" anche perché, se il ragazzo ottiene profitto, un qualche merito la scuola e l'insegnante ce l'avranno pure!!

antonio (non verificato)
Hai perfettamente ragione, aggiungo che ci troviamo in un momento di grande cambiamento. I conservatori si stanno trasformando in una sorta di università dove l'allievo si trova ad essere sempre più isolato. Premetto che mi rivolgo ad un ragazzo che vuole finire gli studi in conservatorio. A parer mio vi è solo una differenza fra studiare privatamente e frequentare il conservatorio, ovvero, la spesa monetaria che un genitore deve sostenere per mantenere gli studi al proprio figlio. La fortuna dei conservatori è che uno può permettersi degli ottimi insegnanti pagando una tassa d'iscrizione relativamente bassa, ovviamente se si confronta con il prezzo degli insegnanti quando danno lezioni private.
Mariem (non verificato)
Ciao, commento qui perchè non sapevo dove altro poterlo fare, volevo farti una domanda: ho 14 anni, a marzo ne compirò 15 e studio chitarra da tre anni, ma da quando ho 9 anni mi diletto con il pianoforte per puro divertimento, ora però vorrei che il mio amore per il pianoforte fosse coltivato e vorrei studiare in Conservatorio, iscrivendomi al primo anno, il problema è che non so molto degli esami di ammissione, dell'età massima, della possibilità di iscriversi anche pur non essendo suonatori. Ti ringrazierei molto se mi potessi schiarire le idee. Grazie e auguri PS. ho intenzione di chiedere informazioni al Conservatorio della mia città, in questo caso Milano, ma per via della chiusura del Conservatorio a causa delle vacanze chiedo a te queste informazioni, grazie ancora.
gremus
Ciao Mariem, la tua passione per il pianoforte è molto bella, anche perchè a quanto pare si è rafforzata nel tempo. La tua ambizione a studiare seriamente questo bellissimo strumento va coltivata seriamente ma con serenità. Non devi porti problemi...del resto sei all'inizio. Rispondo alle tue domande. L'esame di ammissione è, appunto, un esame per iniziare gli studi. Se tu sei all'inizio davvero, cioè se non hai mai studiato il pianoforte, la cosa migliore da fare è affidarsi ad un maestro "serio" che seguendoti da adesso fino a giugno (periodo dove si tengono normalmente gli esami di ammissione - per sicurezza informati attorno a febbraio/marzo in conservatorio)ti prepari ad affrontare l'esame. Va detto che si può affrontare l'esame d'ammissione anche senza nessuna preparazione, solo che tu hai già 15 anni e suoni già, anche se pe divertirti, da qualche anno...non vorrei che tu abbia acquisito qualche difetto d'impostazione.... Non ci sono problemi di età massima perchè tutto è in rapporto con la tua preparazione musicale. Il fatto che studi già un altro strumento da anni è un vantaggio. Ovviamente tutti quelli che iniziano gli studi sono ancora nello stato di "non suonatori", per cui anche su questo devi tranquillizzarti. Potresti essere stata tratta in confusione dalla faccenda legata alla riforma. Ebbene, in effetti in conservatorio si dovrebbe entrare solo per frequentare i corsi superiori (triennio e biennio di specializzazione). Ma questa riforma è entrata in vigore solo in parte e ancora adesso vengono ammessi studenti nella fase iniziale degli studi. Perciò non dovresti avere problemi (a meno che la legge non venga seguita alla lettera proprio da quest'anno...). In tal caso dovresti optare per una scuola civica o privata. Sappi che i costi tra conservatorio e scuole civiche o private non sono differenti, e per iniziare vanno benissimo tutte (ho scritto sull'argomento questo articolo ). Nelle scuole raramente è necessario superare un esame di ammissione. Insomma, in un modo o nell'altro puoi tranquillamente dar spazio alla tua ambizione, senza alcuna limitazione. Per ora mi fermo qui, ma se hai bisogno di qualche altra indicazione io ci sono. Ciao!!
Mariem (non verificato)
Ciao, innanzitutto grazie per la risposta esauriente, davvero ti ringrazio, poi volevo farti un'ulteriore domanda sul fatto che l'esame di ammissione si possa fare anche senza preparazione (premetto che ho sempre suonato con un pianista diplomato in Conservatorio, mio padre) in questo caso, in cosa consisterebbe l'esame di ammissione? Sarebbe solo un test attitudinale?
gremus
Cara Mariem, tu sei una privilegiata perchè hai il maestro più adatto a casa. Chiedi a tuo padre di verificare solo che la tua impostazione sia corretta e prepara un brano semplicissimo, ma davvero semplicissimo. Poi tu la teoria basilare già la conosci e sai già di musica. Non serve altro, credimi. L'unica cosa che devi tener conto è che a Milano la selezione è un po' dura. Tendono a prendere allievi a livelli un poco avanzati per poterli inserire poi, dopo la maturità, al triennio. Il livello per poter accedere al triennio è più o meno quello di Compimento Superiore (ottavo anno) è tu sei un pizzico avanti con l'età. MA QUESTO NON SIGNIFICA CHE TU DEBBA ABBANDONARE IL PROPOSITO!!! Tieni in conto le alternative. Se tu accedi al triennio a venti/ventidue anni sei perfettamente nei tempi medi. In bocca al lupo!! Ciao
Mariem (non verificato)
Grazie mille, dunque tu che brano mi consiglieresti? Io pensavo a un'Invenzione a due voci di Bach, magari esercitarmi sulle scale, per la teoria volevo chiederti: dovrei prepararmi bene per il solfeggio?
gremus
Mariem, una tra le più semplici Invenzioni di Bach potrebbe andare bene ma mi raccomando: se senti che è a un livello di difficoltà più elevato di ciò che riesci a fare con una certa tranquillità trova qualcosa di ancora più facile: anche una sonatina facile o un paio di studi elementari. Non pensare di dover "mostrare" particolari capacità: devi suonare bene per ciò che sai fare davvero! Scale ok ma non tormentarti, che già ne dovrai fare un mucchio....Solfeggio? Non preoccuparti di quello. Non accade quasi mai che facciano una prova di solfeggio. Ciao!
Anonymous (non verificato)
ho una figlia di 11 anni e da 2 studia pianoforte. il maestro dice che è dotata naturalmente.a lei piacerebbe diventare direttore d'orchestra,quale sarebbe l'iter da seguire?
gremus
Oggi stesso (o al massimo entro domani) scriverò un articolo su come si diventa direttore d'orchestra. Cura il talento e la passione di tua figlia! L'età fra i 13 ed i 16 anni è la più complessa per chi cominica a studiare in giovane età. Ma anche su questo tema scriverò presto un articolo. Ciao
Marco (non verificato)
Buongiorno, sono il padre di un quasi 14enne che da un paio di anni ha scoperto una fortissima passione per il pianoforte. Sono capitato per caso su questo blog e vorrei chiederle un parere per aiutarmi a scegliere la soluzione migliore per mio figlio. Il ragazzo ha cominciato a studiare musica, su nostra insistenza, circa 3 anni fa in una scuola, non so se civica o privata (si chiama "Nel centro della musica", è a Cusano milanino, Milano, ed è collegata con la TV satellitare della piattaforma SKY "Rock TV School"). Dopo un breve ed infruttuoso tentativo con la batteria ha scelto di cambiare strumento ed è passato al pianoforte. E' stato amore a prima vista. In 2 anni, a detta dei suoi insegnanti, ha bruciato parecchie tappe dimostrando anche se non ancora un talento sicuramente una predisposizione naturale allo studio del pianoforte, senza contare la passione che ci mette. Inutile dire come, da genitori, questo fatto ci riempia di gioia e, per questo, ci stimoli ad assecondate quanto più possibile le sue richieste di proseguimento degli studi in modo "serio". Confesso che, fino a ieri, l'unico modo che intravedevo di assecondare le richieste di mio figlio era l'iscrizione al conservatorio, finchè non sono capitato sul suo articolo e mi si sono "rimescolate" tutte le idee. Le faccio quindi le seguenti considerazioni: Il ragazzo dimostra fortissima passione per la musica classica (quasi in modo esclusivo rispetto a tutti gli altri generi) e per lo studio del pianoforte. Impara in fretta e dimostra come una naturale propensione a "comprendere" al volo gli studi che gli danno da svolgere alla sua scuola (almeno agli occhi di un profano come me) Tuttavia l'anno prossimo comincerà la scuola superiore (Liceo Scientifico) e, nonostante il suo rendimento scolastico alla scuola media sia ottimo, come genitore devo essere preoccupato anche delle difficoltà che potrà incontrare, in particolare il primo anno. In questo senso il suo articolo è illuminante perchè la mia preoccupazione era proprio che l'eccesso di impegni avrebbe potuto creargli difficoltà sia in un campo che nell'altro mentre fare ancora qualche anno nella scuola che sta frequentando potrebbe essere un po' meno impegnativo. Lei cosa ne pensa? Aspettando ancora non rischiamo che magari degli errori di impostazione o eventuali errori di insegnamento (solo ipotetici naturalmente) si consolidino rendendo difficile la correzione in un'età più matura? Spero di essere riuscito a rappresentare compiutamente i nostri dubbi e le sarò grato se vorrà darmi il suo parere. Cordiali saluti Marco
gremus
Buongiorno a lei Marco, i padri di oggi sono molto più preoccupati sulle sorti dei loro figli di quanto lo siano stati quelli di quando ero studente io. A me è successo di decidere praticamente da solo sulla scuola da frequentare, sul come combinare studi musicali con altri studi (e persino lo sport). Devo dire che probabilmente l'atteggiamento più giusto sta in centro. In fin dei conti ciò che conta maggiormente, la componente più importante è il talento di suo figlio, indipendentemente da tutto il resto. Le faccio un esempio: un mio compagno di studi in conservatorio, un clarinettista di grande talento (e questo lo si vedeva chiaramente) aveva però un'impostazione che lasciava molti maestri perplessi. C'era chi diceva che prima o poi avrebbe avuto problemi. Quel clarinettista oggi è primo clarinetto al Teatro alla Scala, prova che in fin dei conti anche le faccende di impostazione sono importanti ma non discriminanti. Nel caso del suo ragazzo il talento a quanto pare c'è. Allora si tratta di sentire il ragazzo stesso e sapere da lui alcune cosette importanti. 1) Come si trova con l'attuale maestro e nella scuola dove studia? Un buon rapporto fra maestro ed allievo è assai più proficuo di un rapporto così così con un super docente di conservatorio. 2) E' disposto il ragazzo a carichi di lavoro importanti dovuti alla sovrapposizione tra liceo e studi musicali? Eventualmente si può tenere in considerazione il fatto che all'interno del Conservatorio di Milano c'è anche un liceo artistico strutturato per consentire un più semplice abbinamento fra studi musicali e liceali. 3)Il ragazzo ha altri interessi ed altre ambizioni legate al futuro tali che l'impegno musicale non costituisce l'aspetto più importante? Il lavoro in conservatorio non è assolutamente da sottovalutare, e richiede davvero molto tempo e dedizione! Le decisioni più importanti dovrà prenderle il ragazzo. A 12 anni, nel complesso, si hanno già le idee abbastanza chiare! Gremus
Marco (non verificato)
Molte grazie per l'aiuto. I prossimi saranno giorni di grandi decisioni per mio figlio. In effetti il rapporto che ha con il suo insegnante è ottimo. Grande stima reciproca e affiatamento. Per quanto riguarda la disposizione al sacrificio necessario a mantenere i due studi in parallelo, il ragazzo sostiene di volerlo fare (anche se forse non si rende conto fino in fondo cosa significhi), ma io ho molta fiducia nel suo senso di responsabilità. Credo che, anche grazie alle sue osservazioni, decideremo di mantenere ancora per un anno l'iscrizione alla scuola di musica. Questo gli consentirà di verificare l'impatto con gli studi liceali dandogli più tempo per maturare maggiore consapevolezza riguardo al Conservatorio Di nuovo grazie.... saluti
gattorosso
Ciao Gremus, una riflessione. Forse ora quello che manca è una omogeneizzazione dei programmi delle Scuole di Musica, in modo che possano andare a colmare definitivamente lo spazio lasciato in qualche modo vuoto dai Conservatori con la riforma nei piani di studio. La "Civica Scuola di Musica" della mia città ha programmi di studio grosso modo conservatoriali (corrispondenti al vecchio ordinamento, naturalmente), ma non credo che questa sia una regola valida per tutte le scuole. Sarebbe bello cioè se gli attestati intermedi conseguiti in una scuola fossero riconosciuti all'interno di un circuito più ampio. Il valore stesso dei titoli ne gioverebbe, mi sembra. Non so se esiste un progetto di questo tipo o se addirittura per alcune scuole è già così. Mi piacerebbe sapere se quello che dico è corretto e in ogni caso che cosa ne pensi. Grazie.

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