Diventare Direttore d'orchestra

Diventare Direttore d'orchestra

Diventare direttore d'orchestra è un sogno della serie voglio fare la modella, l'astronauta, il calciatore, la ballerina o il pilota d'aereo. Forse oggi è un po' "demodé", però resiste, e il pensiero di dominare un'intera orchestra formata da decine di persone, con gli occhi di tutti puntati addosso, prima o poi, affascina grandi e piccoli.

Però si può diventare davvero direttore d'orchestra, come anche astronauta o calciatore. Il percorso di studi è articolato e, come per tutte le cose molto ambite, le voci "talento", "fortuna" "caso" e "destino" fanno la loro parte. Nella storia ci sono stati direttori d'orchestra piombati sul podio per puro caso, altri che l'hanno fortemente voluto sin da ragazzi ma non hanno seguito studi mirati, altri che hanno incorniciato nel loro studiolo il "diploma" di direzione d'orchestra, andandone molto fieri. Il tratto comune fra tutti è comunque quello di essere stati ottimi musicisti, con grande passione e profonde conoscenze della musica. Il direttore d'orchestra è fondamentalmente uno studioso, un pensatore, un intellettuale della musica, che trasmette il suo sapere a colleghi musicisti al fine di creare momenti musicali a più mani. Come detto le strade per salire su un podio sono molte. Io proverò ad indicarne alcune.

La via ufficiale dei nostri tempi è seguire il corso di direzione d'orchestra in conservatorio. Con caratteristiche universitarie (in effetti si tratta di una laurea breve con biennio di specializzazione successivo) è riservato a chi ha alle spalle lo studio di uno strumento musicale (il pianoforte è il più indicato ma non vincolante) e avanzati studi di composizione. Nel vecchio ordinamento si studiava la direzione d'orchestra solo dopo aver superato un traguardo avanzato nello studio della composizione. Oggi più o meno è uguale ma nel corso triennale si studiano molte materie che per un direttore d'orchestra sono fondamentali: la storia della musica, l'informatica musicale, l'organizzazione musicale e altro. Al termine degli studi si è un musicista con una preparazione piuttosto vasta e conoscenze degli aspetti del far musica ben articolati.

In realtà tutto ciò dovrebbe appartenere al bagaglio di conoscenze di tutti i musicisti che poi in orchestra vorrebbero (dovrebbero… ma purtroppo è sempre più difficile) collocarsi. Ed è il motivo per cui una grandissima quantità di direttori d'orchestra non ha seguito studi specifici per dirigere. Sono musicisti, preparatissimi, con talento, ed hanno cominciato a dirigere, un po' per caso, un po' perché l'hanno fortemente voluto. Credo che nessuna orchestra, nessun agente, nessun organizzatore musicale chieda a un direttore di mostrargli il "diploma".

Ciò non vuol dire che si possa "non" studiare direzione d'orchestra. Anzi, vuole dire esattamente il contrario. Significa che se si è guidati da autentica passione si può studiare tutto ciò che un direttore d'orchestra deve conoscere (in effetti si va avanti a studiare tutta la vita) nei modi che uno trova più consoni. Il direttore d'orchestra è un musicista molto preparato che perfeziona una tecnica di comunicazione basata sulla gestualità. Questa tecnica la si può apprendere da altri direttori, da un maestro molto capace, persino per proprio conto. Ma ciò che fa la differenza è tutto il resto, cioè l'apprendimento profondo di molti elementi che fanno parte dell'arte musicale e che il direttore DEVE conoscere ad un livello assolutamente superiore.

Dirigere Beethoven, Verdi, Wagner o Mahler significa accostarsi a opere di espressione artistica intrise di significati, di storia, di simboli e pensieri complessi e profondi. La storia, la filosofia, la letteratura, persino la psicologia sono materie di studio che un direttore d'orchestra non può ignorare. Ogni musicista interprete dovrebbe avvicinarsi a ciascun autore con umiltà e volontà di comprendere quale stato d'animo o di pensiero guidava la creatività del compositore. Ma il direttore ha la responsabilità aggiuntiva di regolare il pensiero comune di diversi musicisti, ed allora deve necessariamente porsi ad un grado di responsabilità maggiore.

Posto comunque che uno studente abbia raggiunto la conoscenza minima per poter mettersi di fronte ad un'orchestra, si può fare qualche ragionamento su come si possa, al giorno d'oggi intraprendere la professione. Non esistono quasi più i concorsi, ed i pochi che ci sono non servono praticamente a nulla. Non esistono graduatorie o liste di collocamento. Le grandi orchestre si appoggiano a grandi agenti internazionali che smistano i direttori secondo criteri assolutamente soggettivi. La raccomandazione è all'ordine del giorno e saper buttarsi nei gironi "infernali" dei giochi di potere è una dote che non viene insegnata nei corsi di direzione d'orchestra ma che è quasi più importante che saper battere il dodici ottavi! Chi ce l'ha bene…chi non ce l'ha deve organizzarsi altrimenti.

Il papà di una bambina di 11 anni, che studia pianoforte con talento da due anni, mi ha chiesto quale sia il percorso per diventare direttore d'orchestra. Io mi rivolgo ora a lui, partendo dal presupposto che ad un padre non dico cose che nel mondo della musica, a certi livelli e per certi ruoli, accadono…
Il percorso di studi è quello detto sopra. Fino a dopo la maturità è bene che la ragazza si dedichi al pianoforte e allo studio della composizione (non da subito, a meno che non sia davvero motivata ad una disciplina che ad 11 anni è un po' pesantuccia…). Poi potrà seguire i corsi in conservatorio, che probabilmente da qui a quando la bambina si sarà fatta ragazza cambieranno ancora un pochino.

La cosa migliore è costruirsi esperienze musicali. Fare molta musica da camera (cosa che può già iniziare a fare fra qualche anno), in complessi via via più ampi. Con la forza del carattere, qualche conoscenza acquisita e passione, potrà cominciare a dirigere qualcuno di questi complessi (io molti anni fa ho iniziato così), organizzando concerti dove capita. Il direttore d'orchestra del futuro dovrà essere anche un po' manager (oggi io sono quasi più manager che musicista....), così come lo sono stati alcuni grandi del passato.
L'importante è costruirsi da sé occasioni e opportunità. Se c'è la possibilità potrà seguire qualche direttore in carriera, più in carriera sono e più seri sono meglio è. Chiedere a qualche teatro di assistere alle prove ( se nel frattempo l'uso di far prove non verrà abolito del tutto……). Saper comporre ed arrangiare sarà fondamentale e poi, lo devo dire, sapere molto anche di musica leggera sarà più che importante. La differenza di ruoli fra musicista classico e leggero si sta già assottigliando molto. Tra opera lirica e musical ci saranno sempre più elementi di congiunzione!

Ciò che servirà ad ogni musicista, nel futuro, è essere molto flessibili, capaci di spaziare fra molti aspetti del far musica. Saper anche essere operatori musicali, manager dello spettacolo, conoscitori di tecnologie e nuovi media farà la differenza. Forse, caro papà della bambina di 11 anni, sua figlia studierà direzione d'orchestra per trovare poi la sua collocazione ideale davanti un banco di regia video per la ripresa di concerti e musical. E' già adesso una possibilità.

La passione per la musica deve essere il centro. Tutto il resto si vedrà!

Leave a comment