Studiare musica da grandi

Studiare musica da grandi

Il precedente articolo Studiare musica da adulti è stato letto in una sola settimana più di 2000 volte. L'argomento interessa, e ancora una volta la crisi della musica è smentita dai fatti. Moltissimi giovani ed adulti hanno desiderio di "fare musica", di provare a misurarsi con uno strumento musicale, di sentire le vibrazioni di una chitarra o di un sassofono riverberarsi nel proprio corpo mentre si suona.

E non ha importanza a quale livello si suoni: l'importante è godersi il piacere di farsi la propria musica. Ho ricevuto molti commenti ed email e in questo articolo voglio estendere a tutti alcune risposte alle domande che mi sono state poste.

Posso fare tutto da solo, come autodidatta, o devo necessariamente rivolgermi ad un maestro?

Io sostengo che nella fase iniziale l'aiuto di un maestro sia importante. Si può certamente tentare di fare a meno del maestro ma le probabilità che si assumano posture, abitudini, impostazioni e movimenti errati è elevata. Il pianoforte ad esempio, che appare uno strumento dall'emissione immediata, necessità di una corretta posizione della mano, delle braccia e dell'intero corpo. La banalissima altezza del seggiolino è cruciale per evitare che l'angolo con cui la mano si pone alla tastiera sia scorretto. Si possono certamente consultare libri e fotografie che ci aiutino a trovare la giusta posizione, ma solo un maestro che osserva dal di fuori può verificare che la postura sia quella giusta. L'importanza della corretta impostazione iniziale, per tutti gli strumenti, trova conferma analizzando i motivi degli abbandoni più frequenti. Si pianta lì tutto per dolori alla schiena, alle mani, alle braccia; non è normale avere dei dolori stando allo strumento per qualche mezz'ora al giorno. Se ciò avviene è perché ci si pone in modo scorretto allo strumento. L'aiuto di un maestro è perciò importante, almeno nella fase d'impostazione allo strumento. Poi, più avanti, si può decidere di diradare gli incontri col maestro, o addirittura di sospenderli, sebbene l'aiuto che un docente può offrire, anche per una lezione al mese, può essere di grande aiuto per scadenzare il lavoro, per orientarsi nel mare delle possibilità didattiche, per capire se si stanno facendo progressi. Insomma, io consiglio di avere come riferimento un maestro, costruendo con lui il miglior ritmo di lavoro secondo le proprie ambizioni.

Quanto tempo dovrò dedicare allo strumento per ottenere risultati apprezzabili?

Non esiste una regola e secondo me studiare con l'orologio davanti come si fa in palestra è controproducente. Si deve stare allo strumento col piacere di fare qualcosa di bello, costruttivo e appagante. Mezz'ora di studio concentrato e con il pensiero totalmente preso da ciò che si sta facendo vale come due ore fatte con la testa altrove, magari interrotti dal telefono, magari pensando a cosa fare per cena o stressati per mille ragioni. Più che la durata di ogni singola sessione di studio è importante la regolarità con cui si studia. Una volta avevo un'allieva che studiava solo un'ora prima di venire a lezione, cioè una volta la settimana. Un ritmo di studio di quel tipo non serve assolutamente a nulla, ed è sicuro che i risultati non vengano mai. Si dovrebbe invece studiare anche poco ma tutti i giorni (senza farne una ragione d'ansia…), perché nell'apprendimento di movimenti e meccanismi ciò che conta è la ripetizione fino a che la memoria psicofisica non reagisce ai nostri impulsi mentali in maniera automatica. Ripetere per cinque volte al giorno, per sette giorni, un passaggio difficile è assai più utile che pretendere di metterlo a posto standoci sopra due ore in un giorno solo. Ecco perché i musicisti studiano giornalmente anche quando sono professionisti attempati. Suonare uno strumento musicale è attività mentale ma anche fisica.

Che qualità deve avere uno strumento per iniziare.

La mia opinione è che questa non sia così importante quando ci si avvicina ad uno strumento. I miei primi due anni di studio al clarinetto ricordo di averli fatti con un vero e proprio "catorcio" di quelli che si trovano solo nelle bande di paese. Eppure grazie a quello strumento sono entrato in conservatorio, e lo stesso "rudere" (che ancora conservo come soprammobile) mi ha permesso di saltare un anno di conservatorio, perché alla conferma dl primo anno mi hanno passato d'ufficio al terzo! Poi, naturalmente, fu il mio maestro a pormi come condizione l'acquisto di un "Buffet" come si deve. Però ho potuto verificare il mio vero interesse per il clarinetto con uno strumento di bassa qualità. Il mio consiglio è di prendere in considerazione, nell'approccio iniziale allo strumento, gli strumenti di fascia economica. E' solo opportuno fare attenzione al non acquistare "fischi per fiaschi". Faccio un esempio: se per studiare l'arpa celtica si decide di spendere il meno possibile e ci si affida ad alcune arpe pakistane che si disfano dopo due mesi, be'… in quel caso si è scesi un po' troppo nella scala di qualità. Anche in questo caso la consulenza di un maestro può essere utile.

Imparare la teoria e solfeggio è indispensabile.

Io rispondo che apprendere i rudimenti della lettura della musica è la parte più facile del percorso necessario per avvicinarsi ad uno strumento. Ho pubblicato su questo sito una serie di lezioni introduttive alla lettura della musica. Presto amplierò questo lavoro pubblicando una versione stampabile. Insomma, imparare a leggere la musica è importante per poter raggiungere livelli di soddisfazione che vadano oltre il semplice suonare "ad orecchio". Anche per chi fa musica leggera, mondo nel quale circola la leggenda che si possa far musica senza sapere individuare un do su un pentagramma, conoscere quel tanto di teoria per saper interpretare le sigle degli accordi è più che consigliabile. 

Dipinto di Orlando Rezzonico

Diego89 (non verificato)
Studio musica jazz in conservatorio e chitarra classica da privatista. Posso tranquillamente affermare che personalmente studio tutto il giorno. Non ho orologi ed orari perchè studio con piacere tutta la giornata, quando mi stanca un argomento, passo ad un altra cosa.. e tutto questo tutti i giorni :-) Probabilmente farò 7-8 ore effettive di studio perchè effettuo parecchie pause durante il giorno, ma posso tranquillamente affermare che i risultati si vedono eccome :D Teoria e solfeggio?? Essenziali!! Non solo per la musica classica, ma per tutto.. sono le fondamenta, non se ne può fare a meno! Saluti e buona musica
GIORDANO DANIELE
Buona sera Gremus, mi sono appena registrato desidero imparare a conoscere la musica, faccio parte di un coro polifonico da diversi anni del quale nessuno é musicista, tranne la signora che ci dirige. Ho quasi cinquantun anni, mi piacerebbe poter suonare il pianoforte e sapere che l’età non è un limite m’incoraggia, la mia inclinazione ad appassionarmi potrebbe essermi di sostegno e chissà forse trovare un supporto nel tuo sito. Distinti saluti e grazie per l’attenzione.
latest77
per diversi anni la musica è stata la mia vera professione ma da qualche anno a questa parte (per ovvie esigenze economiche)suono le percussioni come hobbie...nn so perchè,da quando ho smesso di fare musica a tempo pieno,nel momento in cui mi tocca salire sul palco(come questa sera...),o addirittura,durante le prove,sono colto da un'ansia micidiale,che nn mi consente di esprimermi liberamente come 1volta,quando questo mestiere lo facevo di professione...è come se la mia autostima si fosse azzerata del tutto...davvero sarei tantato di appendere per sempre le bacchette al chiodo...
marenghi andrea
ho 10 anni e suono il clainetto da 3, faccio musica con la banda del mio paese e con quella di un paese vicino. Sono già inserito in entrambi le bande come musicista sia per strada che in concerti. Mi diverto molto. Poi faccio lezioni private con un maestro 2 volte la settimana perchè vorrei andare al conservatorio e poi da grande fare il musicista in qulache grande orchestra. I miei genitori mi assecondano in questa mia passione, ma vorrebbero anche che facessi una scuola che mi permetta di realizzare l'altro mio sogno; fare l'astronomo o di piu l'astronauta. Secondo voi potrò fare entrambi le cose? ciao a tutti La musica è vita.
gremus
Ciao Andrea! La tua situazione è simile alla mia quando avevo la tua età. Anche io studiavo musica ma molte altre passioni mi bruciavano dentro. Le ho inseguite tutte e così ho studiato in conservatorio e ho condotto altri studi contemporaneamente. E se tornsassi indietro rifarei esattamente la stessa cosa. Oggi, e quando sarai adulto tu, la carriera di musicista non è e non sarà facile da inseguire sebbene, e ci tengo a dirlo, qualunque carriera, anche quella dell'astronomo o dell'astronauta, saranno altrettanto incerte. Perciò tantovale perseguire più strade, ascoltando il proprio cuore e le proprie passioni. Diffida dalle persone che ti diranno: il musicista, l'astronomo, l'astronuata...figurati...sono sogni...bisogna rimanere coi piedi per terra! I sogni (quelli che si realizzano) vengono bene volando.... Ciao Gremus
chitarra_dipendente
Gremus, io sono Sara, ho 13 anni e suono la chitarra ( e secondo il mio giudizio sono abbastanza brava ) e devo dire che mi trovo d'accordo con quello che hai detto, a parer mio sognare è importante, ma anche essere realisti lo è a pari merito, visto che il mondo non è fatto di sogni. Anch'io vorrei fare la musicista in una band punk-rock, ma non nascondo che ho i miei dubbi che questo possa funzionare... Ciao a tutti i musicisti e non.
sergio12
Vorrei essere d'aiuto a qualche dubbioso e perplesso: da qualche mese sono in pensione,ho 63 anni, e subito mi sono messo alla ricerca di un insegnante per realizzare un antico sogno,quello di imparare a suonare il violoncello. Ho iniziato solo da 3 mesi ma continuo a esercitarmi per più di un'ora al giorno con entusiasmo,costanza e felicità piena,non esagero. Mi sento come un 15enne che fa le cose che ama, e la sera,quando devo smettere per la stanchezza,sono impaziente perchè arrivi l'indomani e poter riprendere lo strumento. Non so se sono bravo o no, ma so che pian piano avanzo e intendo continuare confidando di aver tempo e salute,senza pormi traguardi specifici: voglio solo imparare e imparare sempre meglio. In questo momento della mia vita questa esperienza è una delle cose più belle che sto vivendo. Fatica e difficoltà ci sono,naturalmente,ma superate dalla soddisfazione e dalla gioia del suonare. Quindi se c'è qualcuno nella mia stessa situazione,che abbandoni sensi di vergogna,ritrosia e scetticismo e si butti con tutte le sue forze. Buon anno a tutti!
dandy46
salve signor gremus io ho 20 anni e da quasi un anno mi sto dedicando allo studio dello zufolo siciliano.vorrei rivolgerle un quesito che potrebbe sembrare strano ma che secondo me riflette una perplessità e un "disagio" che accomuna un pò tutti i musicisti al primo approccio con il proprio strumento:il fatto è che mentre suono mi sembra di non avere la piena consapevolezza di cosa faccio con le dita,come se queste fossero staccate dalla mente e si muovessero per conto proprio...e il mio disagio,se così si può chiamare,deriva dal fatto che nonostante il costante esercizio ho sempre l'impressione di non possedere totalmente il brano che sto suonando e quando penso a questo mentre suono guarda caso sbaglio.ecco vorrei chiederle se anche a lei o ad altri capita o è capitato di porsi un problema simile e se è possibile superarlo.attendo una sua risposta
gremus
Ciao, suonare è un po' come esporre a se stessi ed al pubblico le proprie abilità ma anche le proprie debolezze. Così accade sempre, nelle prime fasi dello studio, che l'insicurezza prevalga sul piacere di suonare. Quando studiavo ricordo che un maestro mi disse che per suonare benissimo ci volevano solo 3 anni di studio; gli altri sette servivano per farlo con serenità e sicurezza... Per cui continua a studiare con serenità e costanza. Arriverà il giorno in cui proverai piacere e soddisfazione per ciò che riuscirai ad eseguire, e molte delle insicurezze lasceranno il posto ad una pura e profonda concentrazione. In bocca al lupo Gremus
bryterlayter
Ciao; una parte di me dice che o si inizia subito o si è perduti. L'altra, fors epiù sensata, mi dice che siamo liberi di fare quel che desideriamo fare. Io suono da diversi anni, anche in contesti abbastanza importanti (mi è successo di suonare al premio tenco, a musiculture, sono accompagnatore e non iscritto ma scelto al conservatorio della mia città per la classe di jazz e ho suonato e suono con personaggi di livello). Lo dico non per sfoderare credenziali ma per sottolineare ancora di più quanto forte sia la leva dell'inadeguatezza. Non son state conferme per me ma ulteriori mattoni per non sentirsi degni di essere un musicista (anche se con un lavoro part-time). E' come se andassi sempre in cerca di esser rassicurato da una smentita delle possibilità di fare musica... Adesso vorrei imparare la musica, veramente. Senza iscrivermi al conservatorio ovviamente. Che cosa potrei fare? A chi devo rivolgermi? Grazie
gremus
Caro amico Bryterlayter, ognuno di noi è degno delle proprie ambizioni! Nn esiste nulla, ne' la musica, ne' qualunque arte, ne' qualsiasi cosa che umanamente si possa fare per la quale ciascuno di noi non sia degno! L'inadeguatezza di cui parli è semplicemente la misura di quanto l'ambizione in te sia forte e appassionata. Cambia nella tua mente la frase che hai scritto: non "vorrei imparare la musica" ma "voglio imparare la musica! Cosa puoi fare? TROVA UN MAESTRO serio e inserito o in una scuola o in un contesto musicale. Il maestro serve anche a darti la motivazione giusta per inseguire la tua ambizione! Che strumento suoni? Dove stai? Gremus
bryterlayter
Batteria, Venezia
gremus
Prova a contattare l'amico Fabio Ranghiero, autore del blog "The musica blog" (http://musicalblog1.blogspot.it) . Lui conosce meglio le tue zone e forse può darti qualche dritta.... In bocca al lupo! ( e non mollare mai....)
bryterlayter
;-) Fabio...ci suonavo molto tempo fa. Ok, ottima idea
Lina
Salve Gremus, finalmente sono riuscita ad entrare …, mi presento mi chiamo Lina e ho 48 anni. Ascolto la musica quella veicolata dalla radio3 in tutte le sue forme: vibro, mi emoziono, piango di gioia soprattutto quando ascolto quella mandata in diretta…in particolare la musica classica, e ringrazio sempre nel mio cuore quegli artisti-musicisti che riescono a trasmettere attraverso questa arte così tante emozioni…!!, Quando riesco coinvolgo sia mio figlio che mio marito in questo ascolto radiofonico… Ma perché scrivo questo? Per dirti che ero e in parte lo sono ancora analfabeta in musica ma, a dicembre è accaduto un qualcosa! (da allora sono disoccupata, con tutto ciò che questo comporta nello stato d’animo di una persona, sono una ricercatrice che lavora nel campo dell’agricoltura, ma lasciamo perdere questo aspetto ora!) E’ accaduto, che mi sono avvicinata alla musica attraverso la tastiera di mio figlio di 12 anni, che proprio in questo periodo dialogava con i suoni della tastiera elettronica…, con grande piacere mio e di mio marito nel vedere questo suo riavvicinamento.Più volte io gli avevo suggerito che se voleva imparare, (gli comprammo la tastiera all’età di 5 anni con annesso il primo volume del Metodo Bastien) potevamo fargli avere delle lezioni private… o meglio ancora iscriverlo ad una scuola di musica…, perché io ritengo che come si impari a leggere l’alfabeto, la scuola debba insegnare anche a saper leggere la musica e permettere a tutti i bambini di esplorare questo canale …indipendentemente dal talento che uno può scoprire di possedere nel suo percorso formativo... e fare poi di questo eventualmente una professione. Mio figlio ha un amico di 11 anni che studia privatamente pianoforte e da tre anni assistiamo ai saggi e apprezziamo sia io che mio figlio il suo progresso , ma per farla breve (scusami per questa lunga premessa!), con mio grande stupore applicandomi e con l’entusiasmo infantile , sono riuscita con il volume “Pianoforte per il piccolo principiante A” a decifrare quei strani segni neri che per me erano completamente arabo sul pentagramma !!! e a far nascere dalle mie mani dei suoni... (ahimè, la scuola alla mia epoca non mi ha assolutamente insegnato niente e nella vita non mi era mai capitato di fermarmi lavorativamente per così tanto tempo, sono disoccupata da tre mesi!) Ho acquistato dunque il primo livello del metodo e da autodidatta sto procedendo anche se con tanta difficoltà.Ovviamente mio figlio non si è più avvicinato alla tastiera, e questo mi dispiace tanto, ho come l’impressione che il mio entusiasmo e i miei, anche se modestissimi progressi, l’abbiano inibito!Tutto questo per dirti, che la mia fame di conoscenza e le tante limitazioni del testo, che sono tante in assenza di un maestro, hanno fatto si che un giorno decidessi di informarmi tramite la rete su come apprendere la musica da autodidatta. Dopo tanto navigare ho trovato il vostro sito, con cui mi sono sentita accolta e catturata dalle tue parole e in grande sintonia sia per ciò che scrivi, con tanta professionalità e chiarezza, ma soprattutto per le tue parole di profonda sensibilità per chi come me e tanti altri questo percorso non l’hanno potuto fare quando erano bambini. Io ora, musicalmente mi sento una bambina di sette anni! Condizioni lavorative permettendo, vorrei imparare a studiare musica con il pianoforte…Purtroppo come non posso permettermi né un insegnante privato, né un corso di musica presso una scuola ho scaricato le tue lezioni e le ho divorate. Dunque è questo che volevo dirti, ringraziandoti per l’offerta che fai gratuitamente e per la tua sensibilità!! Leggo il tuo sito con grande interesse alimentando così la mia anima . Grazie ancora, maestro!!!! Lina

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