Armatura di chiave

Armatura di chiave

Una armatura che procede per quinte

Ora che abbiamo imparato qualcosa di più sulle scale, sui gradi di ciascuna scala e sulle tonalità, è arrivato il momento di svelare qualche trucco per ricordare rapidamente quante alterazioni in chiave ha un brano in una certa tonalità oppure, al contrario, per riconoscere rapidamente in che tonalità ci si trovi partendo dall'armatura di chiave che sta all'inizio del pentagramma.

C'è un numero che sta alla base di tutta la teoria musicale: si tratta del numero cinque.
La successione organizzata delle tonalità e delle relative armature di chiave è curiosamente legata al numero 5 o, per meglio dire, all'intervallo di quinta maggiore.
Partiamo dalla tonalità base di Do maggiore. Essa, come abbiamo già visto, non ha alcuna alterazione fissa in chiave, cioè la sua armatura di chiave è vuota. Nessuna delle sue note è normalmente alterata. Ora proviamo a contare cinque note sulla scala ascendente partendo dal Do e comprendendolo. Giungiamo al Sol.

La tonalità di Sol maggiore ha nella sua armatura di chiave un diesis. Se, partendo dal Sol, contiamo altre cinque note in senso ascendente giungiamo al Re. La tonalità di Re maggiore ha in chiave due diesis. E così procedendo, di cinque note in cinque note, possiamo identificare tutte le tonalità che hanno nell'armatura di chiave dei diesis.
Ecco un breve riepilogo.

  • Do maggiore 0 alterazioni
  • Sol maggiore 1 diesis
  • Re maggiore 2 diesis
  • La maggiore 3 diesis
  • Mi maggiore 4 diesis
  • Si maggiore 5 diesis
  • Fa diesis maggiore 6 diesis
  • Do diesis maggiore 7 diesis

Le ultime due tonalità, Fa diesis maggiore e Do diesis maggiore, hanno già la loro prima nota, la tonica, alterate. E' bene ricordarlo e la ragione sarà più chiara quando in un prossimo articolo tratteremo a fondo la questione degli intervalli. Come infatti ho già detto più sopra, in realtà l'intervallo di quinta che permette di trovare la successiva tonalità con diesis in chiave, deve essere rigorosamente di "quinta maggiore"(due toni + un semitono + un tono). Imparare a memoria la filastrocca - Do, Sol, Re, La, Mi, Si, Fa diesis, Do diesis – non è difficile e consente di individuare rapidamente quante alterazioni ha la tonalità, ad esempio, di Mi maggiore (4 diesis) o in che tonalità maggiore ci si trovi quando si leggono ad esempio 4 diesis in chiave (Mi maggiore).

In verità potremmo trovarci di fronte anche ad una tonalità minore, ma di questa possibilità e del modo per distinguere una tonalità maggiore dalla sua relativa minore, parlerò altrove. Ora però dobbiamo occuparci delle tonalità con i bemolli in chiave.

Il meccanismo è assolutamente identico solo che invece che per procedere per quinte maggiori ascendenti, procederemo per quinte maggiori DISCENDENTI.

Ripartiamo da Do maggiore e scendiamo di una quinta maggiore comprendendo il Do. Troviamo il Fa. Fa maggiore ha infatti un bemolle in chiave. Ora partendo dal Fa scendiamo di un'altra quinta maggiore. Se contiamo cinque note troviamo il Si, ma il Si non dista una quinta maggiore dal Fa sopra di lui, bensì una quinta minore. Ad esattamente una quinta maggiore discendente dal Fa sta il Si bemolle, ed ecco la tonalità con due bemolli. Procedendo così troviamo tutte le tonalità con i bemolli.
Ecco il riepilogo.

  • Do maggiore 0 alterazioni
  • Fa maggiore 1 bemolle
  • Si bemolle magg. 2 bemolli
  • Mi bemolle magg. 3 bemolli
  • La bemolle magg. 4 bemolli
  • Re bemolle magg. 5 bemolli
  • Sol bemolle magg. 6 bemolli
  • Do bemolle magg. 7 bemolli

Anche in questo caso la filastrocca da imparare non è difficile. - Do, Fa, Si bem, Mi bem, La bem, Re bem, Sol bem, Do bem. Quando avrete messo a memoria il fatto che nelle tonalità con i diesis le ultime due hanno anche la tonica alterata con diesis, e nelle tonalità coi bemolli sin da quella con due bemolli tutte hanno la tonica alterata, le filastrocche potranno essere più agevolmente memorizzate così:

Diesis – Do, Sol, Re, La, Mi, Si, Fa, Do;

Bemolli – Do, Fa, Si, Mi, La, Re, Sol, Do. 

giorgio (non verificato)
Buongiorno avrei una domanda sulla tonalità. Mi sembra di capire che nel trasporre un brano es. da do maggiore a sol maggiore (o qualunque altra tonalità in maggiore) i respettivi intervalli tra le note non cambino. il tutto sarà complessivamente più alto (da do a sol) ma la linea melodica non cambierà. Ecco perché se un cantante non ha sufficiente estensione si trasporrà in alto o in basso (di tonalità intendo) il brano. E' giusto? Se la risposta è sì cosa spinge un autore a scrivere in do M anziche in Re M o Sol M? Capisco da minore a maggiore ma da re maggiore a fa maggiore? grazie anticipate
gremus
Ciao, se ho ben capito la domanda, in parte hai già trovato tu una risposta. Un compositore sceglie la tonalità che meglio si adatti ad una particolare tessitura vocale o strumentale. Tuttavia ci sono altre ragioni più intrinseche alla sensibilità musicale del compositore. Infatti ogni tonalità si dice abbia una sua particolare "tinta" o colore. Beethoven, ad esempio, ha scritto moltissime cose in Do minore, o in Mi bemolle, o in Re maggiore/minore. Mozart adottava più frequentemente la tonalità di Sol maggiore o di la maggiore. I pianisti prediligono le tonalità con molte alterazioni, soprattutto quelli con le mani un po' piccole, perchè avendo brani con molti "tasti neri" la mano è portata ad allargarsi meno. E per ogni strumento potrei farti l'elenco di quali tonalità siano più facili o più ostiche. Insomma, la scelta della tonalità è un po' come per lo scultore scegliere il materiale da lavorare. La figura può essere la medesima ma il materiale offrirà una diversa "consistenza" e "sostanza", diversa luce, diverso calore al lavoro che ha in testa. Spero di averti soddisfatto. Alla prossima!
giorgio (non verificato)
Grazie molte! Sei stato molto chiaro! - Allora non ho sbagliato nello scrivere che nella trasposizione es da do M a Sol M la melodia rimane inalterata ma solo globalmente più alta? - In effetti nella trasposizione del primo tempo della quinta sinfonia di Beethoven da do minore a mi minore la timbrica risulterà più alta e, certo, diversa... anche se perfettamente riconoscibile. Immagino sia anche su questo fattore che discrimina la sensibilità del compositore. Giusto? grazie infinite per la disponibilità
Anonymous (non verificato)
Non riesco a trovare il seguito di questa pagina....

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