Dinamica musicale

Dinamica musicale

Crescendo e diminuendo: la dinamica musicale

Battute, punti, stanghette:  tutti questi segni fanno parte della musica, perché concorrono a creare un sistema coerente ed adeguato a scrivere e a leggere musica, collaudato ed arricchito nel corso dei secoli. I segni di questo tipo si sono moltiplicati nel tempo per rendere sempre più ampia la possibilità di scrivere tutto ciò che si vorrebbe comunicare tramite  il pentagramma.
Ogni nota e ogni passaggio sono suscettibili d'
interpretazione, quel processo di lettura soggettiva che trasforma uno stesso spartito in molte possibili versioni musicali, riflesso dell'idea e del modo di vivere un certo brano musicale di ciascun esecutore. Quando però è lo stesso compositore a volere comunicare con precisione come desidera che si interpreti un certo frammento musicale, è necessario che egli disponga di un'ampia gamma di segni e di suggestioni che indichino al lettore come va interpretato quel particolare passaggio. 

Ci sono principalmente tre generi di segni. Un genere riguarda la sonorità o dinamica di un momento musicale; un altro genere riguarda il carattere di ogni singola nota o di un insieme di queste. Il terzo genere indica il tempo medio del brano musicale o di una parte di esso. 

In questo capitolo introdurremo i segni appartenenti al primo genere cioè quelli legati alla sonorità o dinamica dei diversi momenti musicali. 

E' ovviamente scontato che se in un passaggio appare il simbolo di "Forte", esso non dovrà essere suonato o cantato in modo sommesso. Meno immediata è però la differenza che passa tra brani da suonarsi mezzoforte, forte o fortissimo. A quanto corrisponde esattamente un forte? Esiste un'unità di misura? 

Non esistono unità di misura perché, come ormai dovrebbe essere chiaro, in musica è sempre tutto relativo e molto dipende dal gusto di ciascuno e dalla sua sensibilità interpretativa. Ogni "forte" o "piano" va contestualizzato e va letto in base a come procede il brano, all'insieme degli altri strumenti e al carattere stesso del brano musicale. 

Supponiamo che dobbiate eseguire un duetto per tromba e chitarra classica. In un certo momento musicale potrebbe essere annotato un forte per ambedue gli strumenti. Se la chitarra - strumento che se non amplificato ha una sonorità fra le più ridotte - suona un forte, non riuscirà a competere con una tromba che suonasse un forte a piena voce. In questo caso la tromba dovrà suonare un forte congruo con la sonorità della chitarra, cioè un forte molto pacato. Insomma, le sonorità vanno interpretate e regolate con sensibilità e intelligenza, al di là delle indicazioni date. 

Sullo spartito, le indicazioni dinamiche sono riportate principalmente con questi simboli, in ordine di sonorità crescente.

dinamica musicale

I segni dinamici in ordine di sonorità crescente

Si possono trovare anche indicazioni con quattro o cinque "p" o con quattro o cinque "f". In questi casi, l'intenzione del compositore è chiaramente quella di suggestionare il lettore con indicazioni "estreme". 

Le dinamiche possono variare anche durante un piccolo passaggio musicale.
I famosi "crescendi rossiniani" sono momenti musicali dove la musica parte da una sonorità "piano" e arriva a una sonorità "forte". In questi casi si utilizzano indicazioni in lettere oppure grafiche. Le indicazioni in lettere sono normalmente riportate in italiano, anche per la musica straniera (un riconoscimento al passato glorioso della musica italiana); le indicazioni grafiche sono invece chiamate "forchette" o "forcelleper la caratteristica forma a forca.

crescendo e diminuendo

Le "forchette" e alcuni termini dinamici

Nella musica anteriore al diciottesimo secolo, spesso non veniva segnata sul pentagramma alcuna indicazione di sonorità. Questo non significa che a quel tempo tutta la musica venisse suonata senza variazioni dinamiche. Semplicemente si riteneva che il musicista esecutore potesse scegliere come modulare le diverse sonorità con autonomia, senza particolari prescrizioni. 

Da quando l'estro compositivo ha iniziato a sfruttare le sonorità musicali come elemento espressivo, al compositore si è reso necessario un armamentario simbolico adeguato a segnalare le varie dinamiche sul pentagramma. 

Musika
Buon pomeriggio a tutti. Complimenti vivissimi al maestro per le lezioni di solfeggio, utili, chiare, piacevoli. Ho da chiedere anche io un consiglio e un suggerimento. Ho abbandonato gli studi musicali scolastici ufficiali-conservatorio- non per scelta mia ma perchè la mia famiglia non credeva fosse la strada buona per il mio futuro (ho studiato pianoforte e canto corale). Ora insegno alle scuole primarie e tra le altre discipline mi occupo di educazione musicale. HO intrapreso da poco lo studio delle percussioni. Insomma, mi piacerebbe riprendere gli studi ma con questa riforma dei licei musicali non capisco più nulla di quel che si può studiare. Posso ancora, nonostante la veneranda età di 36 anni, iscrivermi al conservatorio (vorrei iscrivermi al corso di composizione) oppure ho pensato al corso di laurea in musicologia (sono già in possesso di due lauree -discipline umanistiche/pedagogiche del vecchio ordinamento). Quest'ultima che valore ha adesso? Ringrazio tutti coloro che sapranno darmi qualche info, auguro a tutti buon solfeggio, buona musica: da ascoltare, cantare, suonare, ballare.. Buon lavoro Musika

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