Il solfeggio ritmico

Il solfeggio ritmico

I primi capitoli di questa serie "Leggere le note sul pentagramma" avevavo lo scopo di creare familiarità con la posizione delle note sul pentagramma e con le prime figure ritmiche elementari. Una volta seguito il corso fino a qui, compresa l'esecuzione di tutti gli esercizi proposti, la maggior parte di voi saprà probabimente riconoscere con un certo agio la posizione delle note sul rigo in chiave di violino. Da qui in poi, riuscire a riconoscere le note "al volo"sarà solo una questione di esercizio, e per quest'ultimo la semplice pratica strumentale (per chi suona uno strumento) o di canto saranno utilissimi. 

Il solfeggio, invece, rimane utile per acquisire dimestichezza con ritmi più complicati e figurazioni più complesse. A questo punto, la "sillabazione" delle note, potrà essere tralasciata a favore di una lettura esclusivamente ritmica. Passeremo perciò dal solfeggio cosiddetto "parlato" a quello "ritmico", dove tutte le note verranno pronunciate con un "ta" generico. Invece che leggere Do-o-o-o, Re-e-e-e, Mi-i-i-i e così via, leggeremo tutto Ta-a-a-a, Ta-a-a-a, Ta-a-a-a. In questo modo diventerà più semplice concentrarsi interamente sulla lettura ritmica. 

Per introdurre il solfeggio ritmico non serve una nuova pagina di esercizi. Basterà che voi torniate agli esercizi precedenti e che vi esercitiate. Dal prossimo capitolo il ritmò si farà molto più vario: introdurremo i sedicesimi.