Sinfonia

Sinfonia

Provate a chiedere a conoscenti, amici o parenti di nominarvi un famoso compositore italiano del passato. Nove volte su dieci la risposta è Verdi.
Ma se la domanda fosse di nominarvi il titolo di una qualsiasi opera verdiana? Potreste rimediare qualche sorpresa. E'un tipico effetto della mitizzazione. Si crede di conoscere "vita, morte e miracoli del personaggio/mito mentre, invece, di lui si sanno solo pochi luoghi comuni.
E non è un problema che riguardi solo Giuseppe Verdi. Siamo sicuri di conoscere a fondo Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Napoleone Bonaparte, figure che ci sono familiari quasi come le vie dove abitiamo?

C'è chi sostiene, ad esempio, che Verdi sia stato un attivista risorgimentale sul modello di Giuseppe Mazzini. Verdi era un musicista ed ha incrociato, per caso, la via percorsa da chi, come Mazzini, al risorgimento si dedicavano anima, mente e corpo. Verdi incrocia la via con il corpo e la mente, ma l'anima è altrove!

Altro esempio: c'è chi considera Verdi, soprattutto all'estero, un rappresentante dell'italietta bandistica, fracassona e a tinte piatte: il musicista dello "zum-pa-pa".

Un famoso compositore e direttore d'orchestra a noi contemporaneo gli da' del volgare e lo definisce "stupid, stupid, stupid"(Pierre Boulez). Dimenticando che Giuseppe Verdi nasce a Roncole di Busseto, nel Ducato di Parma, in Italia. Non nasce a Lipsia o a Parigi o a Vienna cioè nel centro del movimento romantico europeo, nell'occhio ciclonico dell'idealismo hegeliano.

Le Alpi sono state, da sempre, come un grosso filtro tra l'Europa centrale e l'Italia. Un filtro a senso unico per il "made in Italy" che si è sempre diffuso in tutta Europa con facilità , mentre le correnti culturali mitteleuropee si sono imbattute in una certa immunità , tipicamente italica, che rallentava il contagio di chi stava al di qua delle Alpi.

E' per questo che Giuseppe Verdi va accolto, considerato e studiato come un musicista intimamente legato alla propria terra, l'Italia, al suo spazio/tempo, l'ottocento italiano, ed al suo pubblico, che a quei tempi aveva a stento sentito nominare Mozart.

La conoscenza ed il giudizio su Verdi necessitano di uno studio esteso all'ambiente dove si formò, dove visse e dove raccolse il successo. Senza questo approccio si rischia di scivolare su giudizi distorti e opinabili.

Giudicare un'opera come La battaglia di Legnano, unicamente a titolo di prodotto artistico è rischioso. E' un'opera scritta da Verdi in un particolare momento storico, per un certo pubblico. Trascurarlo sarebbe come giudicare una villa del Palladio come se si trattasse di una scultura, ignorandone lo scopo primario: essere un'abitazione.