Come imparare a suonare la chitarra

Come imparare a suonare la chitarra

Suonare la chitarra

Credo che sia più semplice contare chi non ha mai cercato come imparare a suonare la chitarra. La chitarra è certamente lo strumento più popolare degli ultimi cinquant'anni, più del pianoforte, più del violino o di qualunque altro.

Sei corde, una cassa armonica e un manico: pura semplicità. Unico difetto: non è poi così facile da suonare, benché molto dipenda dall'obiettivo che ci si prefigge.
Per accompagnare senza pretese le canzoni della Pausini (accompagnarle fra amici si intende) la strada è abbordabile senza preoccupazioni; per ambire a diventare professionisti della chitarra ritmica a plettro invece è tutta un'altra faccenda; infine per far volare le sei corde attraverso un fingerpicking oppure per ambire ad eseguire lo stesso repertorio di Segovia l'impegno richiesto è del tutto uguale a quello necessario per imparare a suonare il pianoforte.

Quale chitarra? 

Il primo desiderio è sempre quello di avere lo strumento fra le mani. La chitarra è nel complesso uno strumento economico, soprattutto per chi deve iniziare e non ha grandi pretese. Si può trovare in commercio una chitarra classica a partire da 100 euro (meno è davvero troppo poco), una acustica (elettrificata o meno) a poco più, ed una elettrica a circa il doppio. Si tratta dei prezzi minimi ovviamente, ma siccome questo articolo è dedicato a chi inizia ritengo interessante segnalare che si può mettere le mani su di uno strumento senza sobbarcarsi una spesa togli-sonno.

Alle chitarre elettriche, quella senza cassa acustica per intenderci, va aggiunto il costo di un amplificatore: non è consigliabile attaccare la chitarra allo stereo di casa sia per ragioni di qualità sonora sia per ragioni elettrotecniche (problemi di impedenza ecc.). Un amplificatore entry level costa anch'esso attorno ai cento euro e per iniziare va più che bene. Badate che l'amplificatore sia provvisto di una uscita cuffia e magari anche di una entrata "line" alla quale collegare un lettore CD o un Ipod. Queste due piccole dotazioni vi permetteranno di fare musica anche in condominio, e perfino la notte, magari stando attenti a non battere il piede a tutta forza.

Che differenza passi fra una chitarra classica ed una acustica.

La chitarra classica monta normalmente corde di nylon, ha un manico e relativa tastiera un poco più larghi di una acustica e possiede un suono più scuro, morbido e adatto principalmente al repertorio classico. Sulla chitarra classica si suona anche il flamenco e moltissima musica sudamericana.

La chitarra acustica monta corde metalliche, ha una tastiera più stretta rispetto la classica, ha un suono più brillante e sonoro. E' adatta alla musica pop e jazz, si suona col plettro o anche con la cosiddetta tecnica del "fingerpicking", cioè utilizzando quattro delle cinque dita della mano destra.

Tecnica

La tecnica della mano sinistra e sostanzialmente identica per tutte le chitarre e pure l'accordatura.
Spesso gli insegnanti consigliano di iniziare dalla chitarra classica perché, a loro dire, è più adatta a maturare una tecnica fluida e brillante.
Sebbene vi sia un parte di verità francamente ce lo vedo poco un ragazzo invasato di rock rude appassionarsi agli studioli di Giuliani. In questi casi forse è meglio partire direttamente dalla chitarra acustica o dall'elettrica.

Tanti si avvicinano alla chitarra con l'unico desiderio di imparare a suonare "per accordi", cioè con il sogno di accompagnare i brani pop preferiti per puro piacere o per far colpo su qualche ragazza (così almeno funzionava quando ero ragazzo io, qualche annetto fa') . In questo caso la scelta migliore non è una chitarra classica ma una acustica. La sonorità di una chitarra acustica offre maggiori soddisfazioni se la si suona per accordi, ed inoltre le corde di metallo sono più adatte ad essere suonate col plettro.

Anche le chitarre acustiche possono essere elettrificate, cioè dotate di un pickup interno in grado di essere collegato, tramite uno spinotto jack, ad un amplificatore. Spesso il costo di una chitarra acustica elettrificata è poco più elevato di una acustica non elettrificata. Perciò se si desidera non precludersi la possibilità di amplificare il proprio strumento ci si può orientare verso uno strumento elettrificato.

La tecnica della chitarra acustica è molto simile a quella della chitarra elettrica, per cui chi sa suonare l'una non ha difficoltà a passare all'altra. Sono i repertori che cambiano ma questo è un altro argomento che tratterò altrove.

La chitarra classica

Per chi invece vuole partire dalla chitarra classica il discorso si fa un pizzico più articolato.
La chitarra classica si suona esclusivamente senza plettro, cioè pizzicando le corde generalmente (ma non sempre) con le unghie della mano destra. Il suonare con le unghie migliora la sonorità dello strumento, ma implica una particolare cura da "manicure". Le unghie della mano destra devono essere portate ad una misura che consenta di pizzicare la corda con precisione ma senza essere d'intralcio all'articolazione generale, cioè devono essere appena più lunghe del normale.

Se vedete aggirarsi per le vie sottocasa qualcuno che con un pezzetto di carta abrasiva finissima si accarezza le unghie delle dita questo è sicuramente un chitarrista classico; ed è tutto sommato una pratica consigliabile perché l'unghia deve essere ben arrotondata e senza asperità. Cose queste che si apprendono rapidamente con l'esperienza.

Il chitarrista classico usa un poggiapiede, alto dai 10 ai 15 centimetri (si trovano poggiapiede appositi regolabili), sul quale porre il piede destro per rialzare la gamba destra, sulla quale si appoggia l'incavo della chitarra. Ai dilettanti viene spesso d'istinto l'appoggiare la chitarra sulla gamba sinistra è ciò perché si pensa che la maggior attenzione debba essere posta all'articolazione della mano destra, quella che pizzica le corde. Dopo qualche mese di studio ci si rende conto, invece, che il movimento della mano destra non è così difficile mentre ciò che rende complesso lo studio della chitarra è il lavoro della mano sinistra.

La cura dell'impostazione della mano sinistra, e questo vale per qualunque chitarra, è determinante per tutta l'evoluzione tecnica del chitarrista. Particolare importanza va data al pollice che non deve mai aggrapparsi al manico, ma deve semplicemente appoggiarsi con il polpastrello al retro del manico stesso. Questo errore è un classico di tutti i novizi, ed è altrettanto classico perdere poi ore di lavoro per correggere l'impostazione errata.

Le unghie della mano sinistra devono essere ridotte al minimo e, all'inizio, sarà bene non esagerare nel tempo dedicato allo studio. E' bene che sulla punta delle dita si formi gradualmente un tessuto calloso che permetterà di premere più correttamente le corde senza provare dolore.

Le corde di metallo si dovrebbero cambiare periodicamente quando si ossidano o risultano di timbro meno brillante. In questo caso si sostituisce generalmente la "muta" intera, cioè si cambiano tutte e sei le corde.

Le corde di nylon si sostituiscono invece quando si rompono, e siccome ciò accade, è bene avere sempre nella custodia della chitarra una serie di corde di riserva.

Un ultimo accenno all'accordatura. La chitarra necessita di essere accordata prima di ogni sessione di studio, e spesso anche durante la sessione stessa. Il chitarrista esperto si affida ad un semplice diapason che da' il La di riferimento. Dopodiché segue la tecnica che preferisce. E' inutile che descriva qui una o l'altra tecnica. Basta inserire in Google la parola chiave "accodare chitarra" per ottenere descrizioni approfondite, oltre che accordi, ritmi e consigli a non finire.

Lo studio

Praticamente in tutte le scuole civiche c'è almeno un insegnante di chitarra, per cui non è difficile trovare un maestro che sappia introdurre adeguatamente allo studio dello strumento.
Tuttavia è importante essere chiari sin da subito su quali siano le proprie ambizioni.
La maggior parte dei chitarristi insegnanti proviene da studi classici e tende a consigliare tutti gli allievi ad iniziare con una chitarra classica e con il metodo classico.
Come già detto l'indicazione è spesso giusta, ma non sempre un ragazzo è disposto a seguire la prassi accademica. A volte si desidera imparare da subito a maneggiare la chitarra acustica (o elettrica), per accompagnare semplicemente a plettro, oppure per imparare la tecnica della chitarra ritmica o del fingerpicking. In questi casi è bene affidarsi ad un insegnante in grado di maneggiare la chitarra con queste tecniche e, soprattutto, conoscitore dei generi musicali affini a queste tecniche.

La chitarra la si può affrontare anche da autodidatti (con più difficoltà per la chitarra classica).
Per la chitarra da accompagnamento semplice c'è un'infinità di metodi e raccolte di accordi, disponibili anche in rete. Per la chitarra classica il metodo più diffuso è il "Guitar Gradus" di Ruggero Chiesa, che offre anche una ampia parte introduttiva con figure e spiegazioni.
Per la chitarra ritmica il metodo più completo è "A Modern Method For Guitar" di William G. Leavitt, ora disponibile in italiano e con cd. Il metodo è in tre volumi ed è assai completo.