I nodi della Chiesa

I nodi della Chiesa

La Chiesa cattolica ha molte voci e forse è questo che la rende matura e ambigua allo stesso tempo.
Mentre Papa Benedetto XVI alterna momenti di conservatorismo dogmatico a buone intenzioni moderniste, ci pensano i cardinali a gettare importanti questioni sui grandi tavoloni vaticani.
L'ultima riguarda il celibato ecclesiale, anzi, per essere più precisi, il celibato sacerdotale il che vuol dire che la faccenda riguarderebbe solo gli uomini che fanno la Chiesa e non le donne.
Sebbene il pensiero corra subito al controverso cardinale Milingo, questa volta la questione è posta dal nientemeno che prossimo Prefetto della Congregazione per il Clero, Cardinale Claudio Hummes.

Le parole del cardinale brasiliano sono messe lì apposta per vedere l'effetto che fanno, per indurre una discussione, giacché è impensabile che un'innovazione di così ampia portata possa svolgersi in quattro e quattr'otto. L'aspetto sui cui vorrei soffermarmi sta però nella duplice motivazione con la quale lo stesso cardinale Hummes correda l'idea: in primo luogo il celibato sacerdotale non è dogma ma una forma disciplinare: arriva persino a ricordare come alcuni apostoli fossero regolarmente sposati. In secondo luogo afferma che una revisione della disciplina del celibato possa contrastare il fenomeno della crisi delle vocazioni.

Sarebbe interessante aprire una discussione, propedeutica a quella sul celibato, tale da definire se sia più imponente la forza del dogma ( definizione dei quali è pertinenza del Magistero della Chiesa) o dei "Consigli evangelici" fra i quali è annoverato il celibato sacerdotale. Il punto è però un altro: è da ritenersi un precedente significativo il fatto che si possano mettere in discussione "forme disciplinari" non dogmatiche che fino ad oggi hanno guidato la Chiesa Cattolica? Quante accuse di eresia sono state comminate dalla Chiesa per non aver aderito a "forme disciplinari" e quante volte alla Chiesa ha fatto comodo barcamenarsi tra dogma e forma disciplinare?

In un certo senso si ha sempre più la sensazione che la Chiesa stia cominciando a rimanere imbrigliata fra i propri nodi e che la vera e unica necessità per riavvicinare l'individuo, l'uomo alla luce della fede sia sbrigliare una buona quantità di questi nodi. Il primo è fondamentale nodo potrebbe essere il rimettere al centro dell'effetto del proprio magistero un uomo vero, fatto di carne e pensiero, debole e forte, peccatore ma anche santo e perciò, nella quasi totalità degli umani, giusti.
Un uomo nuovo che non necessità di dogmi o regole ma sostegno e fiducia, un uomo che non senta il peso dell'essere un umano, vivo, allegro, passionale, amante della vita e di tutto ciò che questa esprima, e, soprattutto, che non senta il peso dei propri umani errori ed umane debolezze. In questo contesto cosa si vuole che sia un prete o una suora regolarmente sposati che riescono ad esprimere la loro missione con eguale se non maggiore forza?

La maturità della Chiesa Cattolica proviene proprio dalle grandi questioni e discussioni che via via si sono succedute nella storia. Oggi più che mai la discussione può far partecipi anche gli uomini e donne che costituiscono la Chiesa cattolica, la base cioè, come si usa dire.

Ed è pure il momento giusto per discutere!

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