Scultura politica

Scultura politica

Politici e giornalisti di scultura non se ne intendono, sebbene qualcuno di loro abbia studiato a scuola qualche paginetta di storia dell'arte. Lo scultore impiega anni per trovare nella pietra la perfezione e l'arte; procede per riduzione, per eliminazione della materia inutile. Ciò che ai folli sembrano macerie per lui sono scarti che appesantivano e deturpavano la sua idea.
I frantumi di Cdl visti da una prospettiva in cui la pietra è ancora intonsa, sono invece prodotti di una evoluzione che sta via via portando la casa della libertà ad essere una voce coerente di popolo, e non un insieme eterogeneo di ambizioni.

Checché ne dicano esponenti di partiti in via di diaspora (ds) o presidenti di coalizioni tenute insieme con molliche a scadenza (2 anni sei mesi e un giorno), l'aver creato uno spazio netto fra i partiti del centro destra ed il partito dei "cercaspalla" (Udc) è un passo verso il raggiungimento di una idea, di un progetto e di una forza coerente e matura.

L'unico errore del Cavaliere è stato di aver tentato, con piglio da domatore, di far comprendere prima a Follini, ora a Casini, che senza di lui sono ineluttabilmente condannati alla nullità, al "non essere", preludio primo del riciclo in casa d'altri.
Non basteranno a Casini i megafoni editoriali della famiglia Caltagirone, e anche l'aura ereditata dallo scranno di terza carica dello stato, ottenuta dal Cavaliere, si sa che alla lunga può servire solo per rimediare un ruolo da anchorman, tra telecamere e spot pubblicitari.

Il presidente Casini è della stessa forma mentale della senatrice "moglie di cotanto Nobel": ambedue devono molto alla provvidenza (guelfa e ghibellina), ambedue pensano in un modo e agiscono in un altro, dichiarano fuoco e producono fumo. Solo che mentre la senatrice attende la famigerata "metà mandato", il presidente Casini mira ad altezze irraggiungibili per chi fa del protagonismo la sostanza e non, al massimo, la forma del proprio ruolo politico.

Qualcuno sa elencare quali benefici abbia portato all'opposizione , ed anche al precedente governo, il partito di Casini? Qualcuno è in gradi di identificare con precisione quale sia il progetto politico del "brizzolo" nostalgico della balena bianca?

La Cdl può fare a meno di Casini, giacché gli elettori sono stanchi ma non sciocchi. Perciò moderino gli entusiasmi gli editorialisti di Repubblica: saper "disinvestire" è, per un imprenditore, tanto importante quanto saper "investire".

Infine ribadisco che la Cdl ha fatto bene ad astenersi nel voto di ieri, e ha fatto bene proprio nel rispetto di quegli accordi internazionali che non chiedono un "pubblico in mimetica", in Afghanistan, magari assoggettato alle direttive di Emergency. L'Onu chiede all'Italia di presenziare in un quadro difficile da militari, con capacità di opporsi alle provocazioni armate, e magari anche di prevenirle. Che senso ha l'avvallare una presenza di persone impedite alla benché minima azione?

La politica estera delle missioni non è apprezzabile solo in termini di presenza simbolica. Per questo bastano le diplomazie. Un intervento militare, sebbene a difesa della pace, deve essere militare.
Perciò il ministro D'Alema, invece che godere degli esiti nefasti, secondo lui, per la Cdl dal voto di ieri al Senato, non perda tempo a chiacchierare ma si munisca di scalpello e mazzuola.

Per far bella figura internazionale in Afghanistan avrà parecchi frantumi da scrollare, nell'ambito della sua coalizione, alla ricerca della sua idea di governo e di politica estera.