Essere impopolare come effetto di ogni cambiamento

Risultare impopolare è una delle complicazioni nel processo di cambiamento
Opera di Vienna. Più o meno un anno fa il governo austriaco prese una decisione coraggiosa. Salutò il celebre direttore artistico Dominique Meyer e al suo posto insediò un nuovo direttore che in teoria non aveva alcuna esperienza nella gestione dei teatri lirici. Bogdan Roscic era un discografico cioè, fondamentalmente, un manager.

Stampa, critica e pubblico non apprezzarono la scelta e il governo austriaco fu oggetto di critiche e affondi. La decisione risultò impopolare. Del resto Meyer era amato dal pubblico austriaco e i risultati della sua pluriennale gestione erano nel complesso buoni.

Tuttavia la scelta di insediare Roscic è stata fermamente difesa dal governo austrico e la gestione ha potuto fare esattamente ciò che aveva in testa.

Passato un anno è stato possibile fare un bilancio dell’operazione:.

Il 98,83% dei biglietti è stato venduto (un sold-out in pratica); L’incasso è stato di 35.205.803,24 € con un incremento di mezzo milione di Euro rispetto agli incassi precedenti.

La scelta, impopolare e difficile, ha restituito un risultato più che positivo!

Una delle competenze di maggior importanza nel governo di realtà grandi o piccole è quella legata alla gestione del cambiamento e dell’impopolarità che spesso ne consegue. I manager si distinguono fra quelli che antepongono i risultati al consenso e quelli che fanno l’opposto. I primi ottengono risultati sonanti, i secondi si barcamenano cercando di distribuire sorrisi, promesse e vantaggi a destra e a manca.

Si incontrano storie quotidiane di cambiamenti promessi, pensati e affondati a causa della mancata gestione del cambiamento stesso. Negli ultimi decenni il consenso politico è diventato il vero “cancro” per l’evoluzione economica e sociale dell’intero pianeta. Possiamo raccontarci tutte le storielle che vogliamo ma fino a che ci saranno persone che per il consenso sacrificheranno anche la semplice coerenza temo che le prospettive di emancipazione dallo stato di crisi saranno fosche.

L’impopolarità è una conseguenza di ogni cambiamento. Non esiste metamorfosi che faccia da subito contenti tutti. E’ nella gestione ferma e coerente del cambiamento che si può seminare e far crescere l’antidoto agli oppositori.

Chi si oppone al cambiamento recita la propria parte, e lo fa con più o meno stile. Ad esempio, il direttore Meyer sta per essere ingaggiato come direttore al Met di New York e sicuramente farà ottimi risultati. Per lui, a ben vedere, il cambiamento ha rappresentato una opportunità.

Altre volte capita che chi risulti svantaggiato dal cambiamento metta in atto azioni di rivalsa che alla fine nuocciono a tutti, e che hanno l’identica matrice “politica” di chi pensa solo alla coltivazione del consenso.

In questi casi il destino della scelta non può essere lasciato in mano agli attori in scena ma deve essere saldamente governato dalla regia che ha deciso per il cambiamento.

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