Come leggere le note musicali sul pentagramma

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Pentagramma

Il pentagramma musicale è il sistema di lettura musicale più diffuso. E' giunto fino a noi dopo una lunghissima storia iniziata agli inizi del secondo millennio.

La struttura del pentagramma è molto semplice: 5 linee sovrapposte una sull'altra. 

Il pentagramma o Rigo musicale, è fondamentale per leggere la musica. Esso e' formato da cinque righe che, poste una sopra l'altra, formano quattro spazi. Per questo si dice che il pentagramma è formato da cinque righe e quattro spazi. Sul pentagramma si segnano tutti i simboli musicali necessari per leggere note musicali fra i quali la chiave, che normalmente sta all'inizio, e le note. Ogni suono viene Scritto attraverso la "notazione" ovvero la scrittura di note musicali sul pentagramma. Ogni nota viene riportata attraverso un simbolo. Questo simbolo (la nota) stabilisce almeno due caratteristiche principali di ogni suono: la durata e l'altezza.

La Durata delle note

La durata è, come il termine stesso lascia immaginare, la durata del suono. Le durate dei suoni sono organizzate con un sistema ingegnoso e molto vicino alla struttura stessa della musica. La durata musicale più conosciuta è il quarto. Quanto è lungo un quarto? Beh... dipende dalla velocità del brano. Il motivo per il quale non si scrivono le durate in "secondi" o altre unità di misura scientifiche è perchè ogni suono può essere più o meno lungo a seconda della velocità generale del brano. L'identico brano pensato e scritto interamente in quarti può essere eseguito lentamente o riapidissimamente. La notazione non cambia; l'interpretazione si!

L'altezza dei suoni.

L'altezza, volendo semplificare, indica il nome della nota cioè, ad esempio, se un suono è un Do oppure un Sol o un'altra nota. Si definisce altezza perché un suono più acuto è considerato più alto di un suono grave. Sul pentagramma un suono grave è posto più in basso rispetto ad un suono acuto.

I righi musicali

Il pentagramma, come abbiamo visto, è il rigo grafico universalmente riconosciuto come sistema per scrivere e leggere musica. In antichità sono stati utilizzati righi a quattro linee come anche a tre, a due e a una sola linea. Oggi, indipendentemente dal genere musicale, si utilizza generalmente il pentagramma, estensibile tramite i tagli addizionali e dei quali parleremo più avanti.
Uniche eccezioni al pentagramma sono le intavolature per strumenti a pizzico (chitarra, mandolino ecc.) che però si basano su un sistema di notazione completamente diverso rispetto a quello adottato su pentagramma.

Il rigo per pianoforte

Se ci capita fra le mani uno spartito per pianoforte potremmo rimanere sorpresi. I pentagrammi sono uniti a due a due costruendo così un sistema di notazione musicale più adatto all'estensione del pianoforte. In uno strumento musicale l'estensione é l'insieme delle note che uno strumento può emettere, dalla più grave alla più acuta, o viceversa.

La voce umana ha generalmente una estensione che é facilmente rappresentabile utilizzando un unico pentagramma. Vedremo più avanti che con l'uso dei tagli addizionali con un solo pentagramma si possono notare estensioni che suoperano le 3 ottave, ciò 3 scale sovrapposte.

 Il pianoforte ha invece una estensione che supera le 7 ottave cioè sette scale sovrapposte una sopra l'altra. Un unico pentagramma non può bastare per segnare tutte le note eseguibili da un pianoforte. L'idea che si é da subito diffusa é stata di sovrapporre due pentagrammi uno sopra l'altro, in questo modo.

Rigo Pentagramma Pianoforte

L'idea, in se buonissima, necessita però di qualche piccolo accorgimento che in questo articolo mi limiterò ad accennare ma al quale dedicherò un articolo intero.

Innanzi tutto le note che sono scritte nel pentagramma inferiore non possono essere le stesse notate nel pentagramma inferiore. Sopra ci sono note più acute di quelle scritte sotto. Se i pentagrammi fossero appiccicati, anzi, se invece di un pentagramma utilizzassimo un decagramma (un insieme di 10 linee) é chiaro che procedendo verso l'alto avremmo note più acute, viceversa andando verso il basso avremmo note più gravi. 

La leggibilità del decagramma sarebbe difficile e comunque la posizione delle note sul pentagramma non potrebbe essere la stessa. Confronta tu stesso quale dei due sistemi sia più chiaro e leggibile. La soluzione più efficace si é rivelata l'idea di affiancare due pentagrammi , uniti attraverso un unico taglio addizionale e ponendo una chiave di lettura delle note sul pentagramma diversa all'inizio del pentagramma inferiore, la "famigerata" chiave di Basso. Oddio quante cose complicate penserai... Ma no! E' tutto molto semplice. Avremo modo di affrontare tutto con progressività. Per il momento ti suggerisco di passare al prossimo articolo dedicato alla durata o valore delle note.