Amore finito, amore irrisolto e inutili spiegazioni

Un amore finito ci sfinisce con le domande che ci pone, Quando un amore inizia, invece, nessuno tenta di giustificare questo meraviglioso sentimento. Non c'è un perché all'innamoramento, e le ragioni per le quali ci innamoriamo sfuggono anche all'analisi razionale. Farfalle nello stomaco, stato d'animo alle stelle, ogni problema di salute se ne va, e senza che teorie o ragionamenti tentino di dare un ordine pragmatico a tutto ciò. Nel caso di un amore finito la tentazione di scoprirne le ragioni è forte.

Si vuole capire cosa anima l'altro a non sentire per noi ciò che un tempo sembrava così forte. Oppure ci si ritrova a dare spiegazioni all'altro su di un sentimento che un tempo ci travolgeva ed ora si è sopito. Perché, ci si domanda? Cosa è successo? Cosa non ti piace di me? C'è un'altra... e via dicendo.

Così come un amore inizia da sé l'amore finito si rompe per ragioni inafferrabili, come se la nostra parte inconscia staccasse, per necessità che sfuggono al ragionamento, la passione per l'altro. L'amore è un sentimento indefinibile ma forte, incapace di trovare supporto in motivazioni oggettive. Non c'è bellezza, intelligenza, simpatia, acutezza, e quant'altro capace di far innamorare. C'è una persona che è tale nella sua completezza, capace di travolgere il nostro pensiero e portarlo su di una dimensione diversa da quella che ci muove nella quotidianità, nel vivere consueto, nell'agire programmando.

Finito un amore l'istinto principale è capirne il perché, chiedere all'altro le motivazioni, fare un'anatomia a ritroso delle ragioni dell'amore per spiegarne la disfatta. E' come se tutto ciò che animava l'amore fosse rimasto conservato in una zona franca, al riparo da ogni ragionamento, per poi essere ritirato fuori e buttato sul tavolo per vivisezionarlo al momento della rottura. Un amore finito ed analizzato può distruggere tutto ciò che quell'amore ci ha donato quando era vivo. Può seppellire autostima, fiducia, meraviglia di vita e chissà quant'altro.

Chi subisce la perdita di un amore può diventare ossessivo nel comprenderne le ragioni, all'inizio per tentare di ricostruire il rapporto, poi, quando la situazione e irrecuperabile, per trovare conferma a sospetti, supposizioni, autocritiche e veri e propri Harakiri mentali che il rifiutato progetta per se stesso. La prima a soffrirne è l'autostima, che si deve confrontare con la cosiddetta "ferita del non amato" descritta bene nel saggio di Peter Schllenbaum. Se l'altro decide di partecipare al gioco delle spiegazioni è quasi certo che mentirà, ma non perché voglia arrecargli meno dolore; mentirà per le ragioni dette sopra: non si sa per certo perché ci si innamora ma non si sa per certo nemmeno perché questo sentimento sparisce; accade, e le spiegazioni non sono rintracciabili in un ragionamento o in un processo mentale razionale.

La spiegazione data è perciò quasi sempre un'elaborazione coscia di un processo inconscio, pertanto inattendibile. Fra due persone che hanno compiuto un lungo tratto di vita insieme, e fra le quali per diverse ragioni l'amore si spegne, le ragioni sono un po' più evidenti ai due, perché si conoscono meglio. Le spiegazioni ulteriori non sono così importanti e le analisi finiscono spesso col creare strutture inesistenti, motivazioni false e meccanismi mentali non corrispondenti alla realtà. Fra due persone che invece hanno vissuto un giovane amore tutto è indefinito, tutto è impalpabile, tutto è rinchiuso nel mondo del sentimento, che ci spinge verso l'altro rompendo ogni argine razionale. Se si rompe questo sentimento la ragione è rinchiusa lì dentro, in quel mondo, senza possibilità di risoluzione.

Cercare a tutti costi la ragione è doloroso e inutile perché sposta tutto dal piano emozionale a quello razionale, e questo non è adatto a spiegare il sentimento, l'amore, l'emozione e tutto il resto. Se l'amore finisce, oppure è sospeso, oppure attende solo di rinnovarsi in tempi migliori, bisogna prenderne atto cercando di resistere alla tentazione di capire il perché. Non cedere alla necessità (umana, lo so') di mettere le didascalie a tutto, anche ai sentimenti, preserva da devastazioni interiori che spiegazioni false, superficiali, ipocrite o improvvisate possono incombere sulla nostra autostima.

Un amore finito in maniera irrisolta non rimane tale per sempre. Anzi, dopo poco tempo il nostro inconscio restituisce quasi sempre le ragioni più autentiche di una rottura, e spesso queste ragioni ci sorprendono e ci rincuorano. Qualche volta, addirittura, una maggiore chiarezza di vedute può permette un più sereno scambio fra le due persone, addirittura un riavvicinamento.

Quanti amore solo sospesi annegano definitivamente nel lago acido della lotta di ragione e della polemica! Un amore irrisolto, invece, può risolversi in maniera totalmente inaspettata, qualche volta meravigliosa! Le spiegazioni chiudono, tranciano; le situazioni sospese invece lasciano spazio al destino. Ed il destino decide sempre per il meglio!

Io, come tutti, ho amato, sono stato amato, e, nel corso della mia vita mi è capitato di subire ferite d'amore. Ma la mia cura è sempre stata quella di sottrarmi alle spiegazioni, soprattutto quando era la mia curiosità a cercarle. Ho resistito e non mi sono mai pentito di averlo fatto. L'amore fra due persone può finire; l'amore per se stessi, e per il proprio destino deve invece rimanere fermo!