Studiare musica da adulti

Italian

Si può studiare musica, cantare, imparare a suonare uno strumento musicale a tutte le età, senza limitazioni. Per anni una certa cultura accademica ha sostenuto il contrario, raccontando che per suonare il pianoforte o si iniziava a studiarlo tra i cinque e i dieci anni oppure non c'era speranza di cavarne fuori nulla di soddisfacente. Non è vero. Si possono ottenere risultati da "virtuosi" indipendentemente dall'età.

Se i risultati sembrano poco soddisfacenti non è per ragioni "fisiche" o per limitazioni anagrafiche; l'ostacolo è quasi sempre l'approccio mentale con cui ci si pone di fronte allo strumento. Ad esempio, il bambino non si pone l'obbiettivo di diventare una star della musica, l'adulto sì! E qui nascono i problemi…

I bambini di 10 anni iniziano a studiare musica per gioco. Spesso hanno una passione (dico spesso perché molte volte sono i genitori a decidere per i figli…), coltivata con l'entusiasmo e l'atteggiamento tipico dei bambini, i quali alla loro età non si pongono obiettivi legati a scadenze temporali. Quando si esercitano su uno strumento i bimbi non si pongono il problema di come giungere rapidamente a un risultato apprezzabile. Scoprono lo strumento giorno per giorno e raramente sono assillati dall'ansia di inseguire traguardi tecnici da virtuosi. Proseguendo con gli studi ottengono risultati sempre migliori, affidandosi alla guida e ai tempi dettati dal maestro. L'esempio dei compagni di studio più esperti è rassicurante: il ragazzo pensa "se ci sono arrivati loro, ci posso arrivare anch'io!"

L'adulto non ha questa pazienza. Ho avuto molti allievi adulti e la maggior parte di questi si poneva nei confronti dello studio di uno strumento con aspettative esagerate. Il primo rischio era legato alla fretta: gli adulti vogliono ottenere risultati soddisfacenti in tempi rapidi, e quando il riscontro non rispecchia l'ambizione si demoralizzano piantando lì tutto. Suonare uno strumento musicale non è solo apprendimento di cose nuove, ma è soprattutto esercizio per consolidare ciò che si è già appreso. L'esercizio quotidiano è in gran parte ripetitivo perché mani e testa devono assimilare automatismi e coordinazione, fino a che le difficoltà tecniche possano essere affrontate con naturalezza.

L'adulto frettoloso non ha la pazienza di ripetere, ed è più interessato ad imparare cose nuove. Anni fa avevo un allievo che non mi portava mai a lezione gli esercizi che gli richiedevo: sosteneva che ciò che gli chiedevo lo sapeva già fare, e andava avanti pagina dopo pagina da solo finché non si imbatteva in un esercizio tecnicamente troppo complesso per le sue capacità. Su questo esercizio si incaponiva finendo sistematicamente per demoralizzarsi, minacciando di piantare tutto. Arrivò a cambiare maestro, sostenendo che lo costringevo ad un ritmo di studio troppo lento. Poi tornò da me e con calma riaffrontammo da capo il libro degli studi. I risultati arrivarono, ma la fatica più grande fu dominare l'ansia di precorrere i tempi giusti di apprendimento, ansia che non l'abbandonò mai del tutto, precludendogli i livelli più alti.

Un altro limite che rende difficoltoso lo studio degli adulti è la poca fiducia in se stessi. Gli adulti temono il confronto con i ragazzini compagni di studio in classe, e così, anche se non l'ammettono, soffrono perché temono di avere troppi limiti: l'età, la mancanza di tempo, gli imprevisti della vita da adulti ed un mucchio di altre ragioni.
E' vero che l'adulto conduce una vita più impegnativa rispetto a quella di un ragazzo, ma proprio per questo è un errore mettersi a confronto con i giovanissimi. Sebbene l'adulto non possa affrontare lo studio con la stessa tranquillità di un ragazzo, potrebbe supplire a questa mancanza con l'intelligenza e la pianificazione.

Un adulto può innanzi tutto fare una "cosa", anzi dovrebbe fare sempre questa "cosa": dovrebbe comunicare al proprio maestro qual'è il primo obiettivo che si pone, focalizzandolo il meglio possibile.
Ad esempio: supponiamo che si decida di studiare canto moderno. Se si va da un insegnante e gli si dice semplicemente "voglio studiare canto" il maestro si orienterà sul piano di studio consueto. Questo presuppone un impianto tecnico impegnativo, lo studio di un repertorio diversificato, una tempistica dettata dalle evoluzioni tecniche.
Ma se l'obbiettivo dell'allievo è solo imparare quel tanto che basta per fare un po' di karaoke fra amici, vale la pena fare tutto questo sforzo? Quando l'obbiettivo non è chiaro accade che allievo e maestro incominciano a non intendersi più, fino a che l'allievo se ne va, magari abbandonando il suo sogno e convincendosi di non essere in grado di raggiungere l'obbiettivo desiderato.

Un obbiettivo lo si può modificare mentre si studia. Può essere il maestro a indicare se è meglio sacrificare qualche ambizione oppure, al contrario, se si può sognare qualcosa di più. E' importante essere consapevoli di ciò che realmente si desidera. Non esiste una metodologia didattica unica che va bene per tutti. Sbagliatissimo pensare che la competenza tecnica richiesta ad un giovane cantante desideroso di fare carriera sia la stessa necessaria ad un appassionato, con qualche annetto sulle spalle, che desidera semplicemente cantare, un po' per gioco, un po' per passione.
Anche i maestri sbagliano frequentemente in questo senso, facendo di tutti gli allievi un unico fascio, e utilizzando lo stesso metodo per tutti.

E' vero, come ho detto prima, che l'evoluzione in musica presuppone metodo ed impegno, ma è anche vero che se l'obiettivo dell'allievo adulto è cantare fra amici, si può evitare di costruirsi un bagaglio tecnico di cui mai si avrà bisogno. Certamente possedere una tecnica virtuosa è sempre gratificante, ma il rischio è che l'allievo dopo un po' si scocci, perdendo la fiducia e la passione.

Il bambino studia senza obbiettivi, ma con una tranquillità e una disposizione aperta ad accogliere tutto ciò che accade attorno a lui; ha fiducia piena nel maestro e in se stesso. L'adulto può porsi invece un obbiettivo senza però legarlo ad alcuna scadenza temporale: più ambizioso sarà, più tempo ci vorrà. L'adulto, al pari del bambino, ha solo da guadagnare ad avere massima fiducia nel maestro oltre che la maggiore fiducia possibile in se stesso.

Si possono ottenere risultati grandissimi a tutte le età. L'importante è proteggere la passione e l'entusiasmo. Se queste si affievoliscono è il segnale che si sta sbagliando qualcosa!