Visitare Assisi con una guida speciale

Visitare Assisi con una guida speciale

Alle volte per visitare una città ci si prepara con mesi di anticipo; si va in agenzia e si predispone tutto nei minimi particolari. Si prenota il viaggio, si cerca di sapere dove si alloggerà e quali servizi offre il territorio. Poi quando si arriva si vuol vedere il più possibile: tour organizzati, pullman con guida, schedule degli eventi serali… A me è invece capitato di visitare Assisi in mezz'ora e in una maniera del tutto inaspettata. Chi me l'ha svelata è stata un'assisiana "doc", la signora Anna.

Ero nei luoghi francescani per lavoro e dovevo recarmi in piazza San Ruffino per un concerto serale. Dopo aver fatto un'intervista ad un esperto liutaio di Santa Maria degli Angeli mi aspettava la prova di assestamento. Si offrì di accompagnarmi Anna, la moglie del liutaio, con una gentilezza e una disponibilità senza pari. Saliti nella sua piccola e vissuta utilitaria siamo saliti verso le collina e ci siamo infilate nelle viuzze medioevali. Ero preoccupata per i divieti di accesso e la quantità di turisti che affollavano le strade. "Non ti preoccupare", mi disse Anna, "sono nata qui e noi Assisiani sappiamo dove andare" Io che a Milano ci sono nata, se avessi voluto portare un amico nel centro non avrei saputo destreggiarmi così bene fra cartelli e limiti che ogni sindaco milanese da trent'anni a questa parte ha (forse giustamente) centuplicato. Nei 25 minuti di tempo a disposizione, in un tardo pomeriggio assolato di Agosto, ho capito quanto Assisi sia unica.

Passammo davanti alla Basilica di San Francesco che in quel momento era assolutamente contro sole. La statua del santo a cavallo sembrava animarsi e andare incontro alla chiesa. Dissi "Sarebbe bello fare una fotografia, ma siamo in mezzo alla strada". Anna fermò la macchina e conserenità mi disse di prendermi tutto il tempo che volevo. Inquadrando la chiesa si vedevano solo i contorni e dovetti cercare una posizione adeguata per non bruciare la posa. Ero preoccupata delle auto che nel frattempo si erano accodate a noi. Di fretta feci tre o quattro scatti e risaltai in auto senza per altro che, ne Anna ne gli automobilisti in coda, avessero fatto il minimo cenno di impazienza.

Proseguimmo per la via principale e nelle Piazza del comune i vigili che ci vedevano passare ci salutavano simpaticamente. Foto del tempio di Minerva Ci fermammo altre tre o quattro volte e mi sembrava, ogni volta che scattavo la mia foto, di acchiappare una parte di Assisi con avidità come fanno i bambini che finalmente sono lasciati liberi di salire su tutte le giostre che vogliono.

Arrivammo sul lato destro della Basilica di Santa Chiara e il sole basso rendeva i contorni della fontana di fronte una sagoma ardita da teatrino delle ombre cinesi. La mia emozione era alta. Anna mi fece notare come cercando l'inquadratura giusta, presso una volta sul lato destra della chiesa, si riusciva a fotografare anche La Rocca Maggiore sulla collina più in alto. Ma ciò che mi fece più piacere e vedere un gruppo di bambini giocare a pallone proprio sotto quelle volte a strisce rosa in un giorno di agosto laddove probabilmente in altre città più blasonate, sarebbero stati redarguiti e allontanati dai vigili.

Il tempo a mia disposizione era scaduto e puntuali arrivammo in pochi minuti in Piazza San Ruffino dove la facciata del Duomo faceva da sfondo al palco in allestimento. Il suono degli strumenti musicali dei musicisti che accordavano si mischiava alle melodie di un gruppo di strumentisti barocchi che provavano nella sacrestia adiacente. I turisti incuriositi si avvicinavano al palco per chiedere l'orario del concerto. La gita era finita. Durante quella veloce carrellata di vie, chiese e fontane, Anna con viva partecipazione mi ha raccontato di Assisi come nessuna guida stampata avrebbe mai potuto fare. Non era la prima volta per me ad Assisi, ero già stata qui in pieno inverno. Soffiava un vento gelido e scendeva dal cielo un rado nevischio; potevo immaginarmi come dovettero sentirsi i fraticelli di Francesco mentre percorrevano queste vie coi calzari ai piedi. Già allora Assisi mi aveva affascinato. Dopo questa breve ma intensa visita agostana il desiderio di tornarci è cresciuto. Sono sicura che quando ci tornerò non mi sentirò una semplice turista, ma piuttosto un'ospite gradita che ritorna a salutare i suoi amici appena lasciati. Grazie al calore di una guida speciale.

Assisi è una città incantata. Vive ancora della forza di San Francesco. Non per i turisti, per il carisma che emana ancora oggi. Al di là della religione, reputo Francesco un uomo incredibile soprattutto per tutte le scelte che ha fatto nella vita. E se vogliamo parlare di credo, lo reputo secondo solo a Cristo.
Alla fine volevo chiedere questo. Sono stato ad Assisi 5-6 anni fa e ancora era un "cantiere" a causa dei vari danni dovuti al terremoto. Com'è messa oggi la citta? E' sistemata o c'è ancora qualche cantieruccio ?
Harpo
Caro Fabio, hai ragione a dire che Assisi è una città che emana una spiritualità fuori da tutti gli schemi e la figura di Francesco ci ha lasciato molto da riflettere e meditare. Come narro nel post, la mia vistia ad Assisi è stata veramente una visita lampo. Purtroppo non sono potuta entrare nella Basilica del Santo, ma passando nelle vie principali mi pare di avere visto poche impalacature quindi credo che la ricostruzione sia quasi completata. E speriamo, per quel che valgono le nostre speranze da quaggiù, che la terra non si accanisca più su questi meravigliosi luoghi.

Aggiungi un commento