Il maestro di pianoforte: Lucio Bonardi

Il maestro di pianoforte: Lucio Bonardi

Lucio Bonardi , pianista milanese, insegnante da vent'anni in importanti Scuole civiche musicali, quali la Scuola di Varese e la Scuola di Corsico, ci offre alcuni consigli per chi desideri avvicinarsi al pianoforte

Per l'acquisto del primo pianoforte cosa consigli: il fai da te o chiedere aiuto ad un insegnante? E' meglio rivolgersi ad un rivenditore specializzato o si può anche andare nei grandi store di strumenti musicali?

Per chi non è del mestiere è possibile prendere le cosidette "fregature" per cui il mio consiglio e quello di chiedere aiuto ad un insegnante che può indirizzarvi presso un rivenditore onesto e capace. La scelta dipende anche dai rivenditori che avete vicino a casa. Nelle grandi città è più facile trovare laboratori specializzati. Io preferisco rivolgermi ad un rivenditore specializzato piuttosto che ad un grande store, per il semplice motivo che di solito gli specializzati hanno anche un laboratorio e dei tecnici capaci. Tenete presente che anche un pianoforte nuovo, appena uscito di fabbrica, necessita di una registrazione. Se questa è ben fatta avrete un pianoforte buono in partenza.

Quali sono i pianoforti con il miglior rapporto qualità prezzo per chi vuole iniziare, e si può consigliare l'acquisto di pianoforti verticali per i primi anni?

Credo che tra i pianoforti con il miglior rapporto qualità prezzo ci siano sicuramente quelli della Yamaha. Della stessa fascia ci sono anche i Kaway, ma la scelta tra i due dipende un po' dal gusto personale. Io preferisco i pianoforti Yamaha, altri preferiscono i Kaway. Il pianoforte verticale va benissimo per iniziare, anche perchè non tutti possono permettersi il costo ingente di un pianoforte a mezzacoda. Attenzione però alle differenze tra i diversi pianoforti verticali. Per chi vuole uno strumento che possa rivelarsi adatto anche ai corsi avanzati, bisogna orientarsi verso pianoforti che abbiano la cordiera più alta cioè con una struttura più grande. Costano un pochino di più, ma rappresentano investimenti migliori. Tra l'altro i pianoforti verticali con cassa armonica piccola hanno spesso i tasti più corti, inadatti allo studio.

Cosa ne pensi dei pianoforti usati?

Per essere garantiti nell'acquisto consiglio ancora di chiedere un parere ad un esperto, possibilmente un buon tecnico. Molti insegnanti e pianisti professionisti non sono esperti di meccanica, per cui, al di là dei consigli che possono dare sulla tastiera e sul suono, la meccanica è opportuno farla visionare prima da un tecnico. Solo lui può consigliarci veramente se lo strumento usato ha bisogno di essere revisionato e se ne vale la pena. Uno dei particolari più importante da verificare è il materiale con cui è costruito il telaio. Alcuni pianoforti più vecchi hanno il telaio in legno e non in ghisa, li puoi acquistare per 2 /300 euro, ma poi è legna da ardere. I telai di legno vecchi difficilmente tengono l'accordatura.

Il noleggio è una formula interessante?

Noleggiare un pianoforte permette di prendere confidenza con lo strumento prima di acquistarlo definitivamente. Esistono le formule a riscatto (il primo anno viene scalato dal costo del piano) che consentono anche di fare una sorta di dilazione del costo. Prima di decider di acquistarlo l'avrete già provato per un anno e magari lo avrete fatto vedere ad un tecnico che vi dirà se lo strumento e realmente nuovo oppure no. Può essere utile rilevare il numero di matricola del pianoforte dal quale si risale facilmente all'anno di fabbricazione.

Cosa ne pensi dei Pianoforti "Silent", cioè pianoforti meccanici con un apparato che permette di sentire il suono in cuffia?
Sono pianoforti adatti per chi abita in condominio e non vuole rischiare di disturbare i vicini quando studia. Anche se costano in media mille euro in più di quelli normali.
Cosa ne pensi delle tastiere?

Ovvio che le tastiere sono un'altra cosa rispetto ad un pianoforte. Il peso dei tasti e completamente diverso. In linea di principio consiglio a tutti di iniziare a suonare su un pianoforte vero, per apprende la tecnica nel modo giusto. Anche le tastiere pesate, cioè quelle che hanno cercato di riprodurre il peso reale del tasto di un pianoforte meccanico, non potranno mai essere uguali a quella di un pianoforte reale. Queste ultime sono comunque preferibili alle tastiere non pesate. Credo che, anche per chi desideri suonare musica leggera e poi passare alle tastiere, apprendere la tecnica di base per i primi due o tre anni su un pianoforte acustico sia la cosa migliore.

Passiamo all'aspetto relativo al rapporto tra allievo e maestro. Tu hai una esperienza ormai ampia insegnando da anni in diverse scuole civiche. Di solito i ragazzi e gli adulti che vengono da te hanno già un idea precisa di cosa vogliono fare? Cominciano consapevoli del genere di musica che vogliono suonare e conoscono il tipo d'impegno che comporta lo studio?

Devo dire che in base alla mia esperienza e anche a quella di molti miei colleghi sono più le persone e i ragazzi che non sanno bene cosa li aspetta piuttosto che quelli che conoscono il tipo d'impegno e l'obbiettivo che si prefiggono. Soprattutto i bambini e i ragazzi che iniziano a suonare credono di fare corsi tipo quelli sportivi come giocare a tennis o a calcio. Pensano di imparare a suonare lo strumento con la sola lezioncina settimanale. Non mettono in conto che è indispensabile un certo impegno di studio a casa.

Qual è l'impegno minimo richiesto ad un ragazzo che voglia suonare anche per hobby, e a che età è consigliabile iniziare?
All'inizio è sufficiente una mezz'oretta al giorno poi mano a mano che si va avanti, se uno vuole progredire, l'impegno deve sicuramente aumentare. Dipende anche da quello che uno vuole imparare a suonare. L'età migliore per iniziare è sicuramente da piccoli, a partire dai sei anni.

Allora agli adulti è preclusa ogni possibilità di imparare a suonare il pianoforte?

Assolutamente no, anzi molti adulti imparano bene, divertendosi. Gli adulti sono meno duttili fisicamente, ma hanno, come si dice, la "testa", al contrario di molti bambini che hanno una grande facilità fisica ma non hanno ancora la responsabilità e l'autonomia per potere progredire da soli. Se un adulto vuole imparare a suonare per il proprio piacere personale, può sicuramente farlo e ottenere degli ottimi risultati.

Ti è mai capitato che ragazzi vengano da te per imparare a muovere le mani sulla tastiera del pianoforte con l'obbiettivo poi di fare musica pop o rock?

Siccome insegno in scuole orientate alla didattica classica non mi è mai capitato. Devo dire però che, anche per chi volesse fare quel genere di musica, l'impostazione di base è la stessa. Per riuscire a suonare qualunque genere musicale sul pianoforte o sulle tastiere la tecnica di partenza è la stessa, anzi ritengo che sia proficuo per tutti iniziare a muovere le dita sui tasti nel modo più tradizionale possibile. Appena ottenuta una certa agilità tecnica di base, la scelta del repertorio da suonare determinerà la scelta del maestro o della scuola, più coerente con le proprie aspirazioni.

Riesci a quantificare il tempo necessario per ottenere questa agilità di base? La domanda che spesso il maestro si sente rivolgere: "in quanto tempo riuscirò a suonare qualcosa"?

Per poter suonare con sufficienza qualunque genere e passare da pianoforte a tastiere è necessario superare un certo grado di difficoltà tecnica che permetta l'indipendenza delle mani ed il sapere eseguire le scale principali. Fermo restando che i tempi di apprendimento sono assolutamente soggettivi e dipendono da molti fattori, in media si può ottenere una discreta tecnica di base nel giro di due o tre anni. Con i metodi moderni si comincia a suonare sin dai primi mesi qualche piccolo brano che può dare già una certa soddisfazione. Sicuramente è indispensabile avere lo strumento a casa, ed esercitarsi sulle lezioni con costanza.

E se qualcuno si è comprato un bell'organo di quelli con la pedaliera e tutti i registri cosa gli consigli di fare?

E' inconsueto partire da zero e imparare a suonare l'organo senza aver prima messo le mani su un pianoforte. La tastiera dell'organo è molto più leggera di quella di un pianoforte. Anche chi vuol suonare l'organo dovrebbe iniziare con la tecnica pianistica.

Parliamo ora dei metodi. Cosa ne pensi dei vecchi metodi quali il Beyer, lo Cerny, il Rossomandi? Perché non vengono più usati a favore dei nuovi metodi tipo il Bastien?

Non è vero che i vecchi metodi sono stati tutti banditi. L'unico che mi risulta sia stato un messo da parte è il Beyer, che comunque io trovo non così malvagio: è solo un po' difficile per un neofita. Nel Beyer viene subito affrontata l'indipendenza delle mani, mentre i nuovi metodi tipo il Bastien, (non ne uso altri anche perché mi sembrano tutti molto simili) hanno il vantaggio che iniziano in modo più graduale e piacevole. Trovo che utilizzare il Bastien sia con i ragazzi che con adulti sia utile, integrandolo poi con i metodi tradizionali. Di solito uso i libri che vanno dal preparatorio fino al secondo volume, poi integro con i metodi tradizionali e con qualche brano scelto in base al livello tecnico raggiunto. Con questi metodi moderni i bambini rischiano meno di essere disillusi e imparano subito a suonare brani semplici con le due mani. Musicalmente sono un po' poveri, ma all'inizio vanno bene comunque.

Teoria e solfeggio: conviene imparlo a parte o no?

Nelle scuole civiche si continua a mantenere lo studio della teoria e solfeggio a parte rispetto le lezioni di strumento. D'altra parte in un ora di lezione di strumento sarebbe impossibile insegnare anche teoria. Inoltre trovo che sia stimolante la lezione di teoria collettiva perché permette un confronto con gli altri. Cosa sicuramente bandita, almeno dalla maggior parte delle scuole, è imporre lo studio della sola teoria per mesi, prima di mettere le mani sullo strumento. Si può iniziare subito con la tecnica pianistica; l'insegnate darà i primi rudimenti teorici utili per affrontare gli step iniziali. Le lezioni teoriche serviranno per approfondire meglio la ritmica, il canto e lo sviluppo dell'intonazione.

Meglio le lezioni private con l'insegnate o studiare nelle scuole?

Ritengo che sia meglio seguire i corsi nelle scuole perché oltre alla lezione individuale di strumento ci sarà la possibilità di partecipare ad attività collettive stimolanti come i saggi, i concerti, suonare in gruppo con altri strumenti. Ascoltare e confrontasti con altri allievi più o meno bravi è molto utile, oltre che divertente, anche per gli adulti.

Come scegliere la scuola?

E' sicuramente fondamentale trovare principalmente un buon insegnate di strumento ma altrettanto importante è scegliere la scuola che offra attività integrative interessanti.

Per i bambini è necessario l'aiuto del genitore?

Dipende dal bambino. Al di là del semplice invito a studiare con costanza, alle volte può essere controproducente l'aiuto del genitore perché porta il bambino a non essere indipendente. Inoltre, se il genitore è assolutamente digiuno di musica, è difficile che possa realmente aiutare il bambino.
Secondo la tua esperienza quanti di chi inizia gli studi di pianoforte arrivano a fare la professione, e quanto è diversa la strada dell'hobbista da quella del professionista?
Pochi arrivano alla professione per diverse ragioni: mancanza di talento, scarso impegno nello studio. E comunque la strada è lunga: molte sono le circostanze che possono determinare il successo negli studi. I corsi cosiddetti ministeriali hanno tappe precise da conseguire per poter passare ai corsi superiori. I corsi amatoriali, per hobbystu, non prevedono un programma; l'impostazione iniziale è la stessa, ma poi si sceglie il repertorio in base al gusto dell'allievo e al suo livello di tecnica raggiunto. Ai ragazzi consiglio di iniziare comunque con un corso ministeriale in modo da avere la possibilità di scegliere poi come proseguire.

Bisogna avere determinate caratteristiche per poter suonare il pianoforte? Tutti lo possono suonare?

Penso che tutti possano suonare almeno per diletto. Per chi pensa di proseguire gli studi e farne la propria professione è necessario, generalmente, che possieda qualità fisiche idonee come, ad esempio, mani medio grandi, oltre che il talento per la musica. Le mani piccole sono limitanti per l'estensione richiesta sulla tastiera. Con mani piccole sarà limitato anche il repertorio che si potrà affrontare. Detto questo dico anche che ci sono migliaia di eccezioni, talvolta strabilianti.

Esiste il talento? Oppure, esistono i negati per la musica?
Credo che il talento esista. Ci sono persone che sono più portate di altre per la musica ma devo dire che individui completamente negati ne ho conosciuti pochi. Ho conosciuto invece molte persone che si reputano in partenza poco dotate, mentre hanno tutti i requisiti per far musica e suonare bene, solo che sono poco determinate e ci mettono poco impegno. Ragazzi con scarse qualità ma con grande impegno riescono a ottenere buoni risultati.

Una conclusione?

Possiamo concludere che tutti possono imparare a suonare il pianoforte, per divertimento o per tentare la strada del professionismo nella musica. Sono necessari sia il talento che la costanza. Una ultima cosa vorrei dire: per qualunque aspirante musicista o semplice appassionato è fondamentale ascoltare molta musica, anche di diversi generi. Ascoltare musica è, in definitiva, il modo più facile e divertente, oltre che indispensabile, per imparare a fare il musicista.

Alice89 (non verificato)
cavoli..un discorso così completo non lo avevo mai letto! mi avete tolto un sacco di dubbi..GRAZIE!! uno però è rimasto irrisolto..Da cosa si vede se una persona ha davvero talento?cioè..capisco che è fondamentale la grandezza delle mani, ma come si sa nn è tutto.
gremus
Caro Alice89 grazie a te dell'apprezzamento. Chiedi del talento ed è una bella domanda perché il talento non è un dato scientifico. Quando io ero studente di conservatorio il mio maestro aveva giudicato senza talento un giovane ragazzo che non riusciva a fare una scala a tempo. La sua natura lo portava a sentire qualunque scala in maniera "umana" incapace cioè di seguire un metronomo che di umano ha ben poco. Il ragazzo non passò l'esame di terzo anno in conservatorio. Ma diventò un jazzista di fama internazionale. Persino Verdi fu giudicato a quasi vent'anni privo di talento! Io credo che potenzialmente il talento sia diffuso più di quanto sembri. Alcuni ci mettono un po' più di altri a trovarlo. Comunque si trova "provando", e forse, un po', lo si può persino costruire. E poi non credere che tutti i musicisti professionisti abbiano un autentico talento!! Grazie ancora e arrivederci!

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