Le ance per clarinetto

Le ance per clarinetto

Le ance per clarinetto in sib

Le ance per clarinetto fanno parte della categoria delle ance semplici. Per un clarinettista professionista, che trascorre buona parte del tempo a cercare l'ancia ideale per il suo prossimo concerto, il termine "semplice" può apparire provocatorio. In verità il concetto di "ancia semplice" specifica che la piccola linguetta di canna è "singola", a differenza dell'ancia "doppia" necessaria agli oboe, ai fagotti e loro simili.

Una buona ancia per un buon suono

Le ance per clarinetti e sassofoni sono la loro anima, e senza le sue vibrazioni questi strumenti non emetterebbero alcun suono. La qualità dell'ancia è pertanto fondamentale perché lo strumento produca un buon suono, intonato, e di facile emissione per lo strumentista. Insomma: cercare l'ancia "giusta" fa parte del quotidiano lavoro del clarinettista o del sassofonista, attività non "semplice", tuttavia non così complessa da farne un'ossessione!

I clarinettisti (tutto ciò che dirò vale anche per i sassofonisti) partono avvantaggiati rispetto ad oboisti e fagottisti: le ance si trovano già pronte, prodotte in maniera più o meno industriale, e vendute nei negozi di strumenti musicali, oppure online.

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Le ance per clarinetto comprate non sono tutte uguali, anzi sono normalmente diverse l'una dall'altra. La ragione è che sono fatte di canna (Arundo Donax), un materiale vegetale con la struttura tipica di tutti i materiali erborei: ogni singolo centimetro di canna ha una propria fibra caratteristica unica e irripetibile.

Le caratteristiche dell'ancia

Oltre che per l'intrinseca differenza strutturale, le ance in commercio si differenziano anche per alcune peculiarità costruttive fra le quali lo spessore, la lunghezza e la curvatura. I costruttori producono diverse tipologie di ancia, con diverse dimensioni, e le raggruppano classificandole per caratteristiche. La domanda che mi viene spesso rivolta è perché occorra proporre un così vasto assortimento quando basterebbe tagliare tutte le ance della stessa identica dimensione.

Il punto è che noi clarinettisti non siamo tutti uguali, non abbiamo strumenti uguali, non utilizziamo bocchini uguali e a ognuno di noi piace un certo suono di clarinetto (o sassofono).
Se è vero, come ho già detto, che non esiste un'ancia uguale all'altra, è altrettanto vero che alcune caratteristiche costruttive si adattano meglio ad alcune imboccature, ad alcuni bocchini, strumenti o gusti musicali.

ance per clarinetto

Cercare una buona ancia

Cercare le ance per clarinetto più adeguate al proprio modo di suonare e più adatte ai propri gusti musicali può apparire inizialmente un'operazione ansiogena, ma non è poi così difficile come potrebbe sembrare.
Naturalmente solo il tempo, la pratica e l'affinarsi della tecnica consentono di capire quale sia il tipo di ancia ideale. Un insegnante può aiutarci, fornendoci un feedback competente sulla qualità del suono che produciamo quando suoniamo. Tuttavia saranno il nostro gusto musicale e le nostre sensazioni che ci faranno comprendere se la scelta dell'ancia è buona oppure no.

Il primo cambio di ancia nella vita

Supponiamo di essere alle prese con il primo cambio di ancia della nostra vita clarinettistica. Un clarinettista professionista che suona diverse ore al giorno, può avere necessità di sostituire l'ancia mediamente una volta la settimana. Un amatore che suona una sera si è una no, può avere necessità di cambiarla una volta al mese. In linea di principio, l'ancia per clarinetto in sib si cambia quando incomincia a diventare faticoso emettere un suono accettabile, oltre che, ovviamente, quando l'ancia si rompe. Talvolta l'ancia che richiede una sostituzione "fischia" continuamente, altre volte comincia a dare problemi attorno alle note più acute.

Ance clarinetto

Normalmente le ance clarinetto in sib vengono commercializzate in confezioni da dieci. Ogni confezione contiene ance con caratteristiche costruttive uguali sebbene, come già spiegato all'inizio, ogni ancia sia diversa dall'altra, ed è questa la ragione per la quale vengono vendute in confezioni da dieci. Il professionista troverà fra quelle dieci 3 o 4 ance ottime e un paio di qualità media, le altre sono da scartare. Il produttore non può sapere con certezza come suonerà ogni singola ancia visto che, come ho già detto, la struttura fibrosa di cui è costituita l'ancia rende unico ogni pezzo.

Il negoziante ci proporrà diversi tipi di ance di varie marche. Giusto per rendere la faccenda un po' più complicata ogni costruttore ha un proprio modo di classificare le ance. C'è chi le ordina attraverso una numerazione che va da 1 a 5, chi da 1 a 10, chi con i mezzi numeri, chi con le lettere e chi più ne ha più ne metta. Il mio consiglio è d'iniziare con una singola marca. Rico e Vandoren sono le due marche più famose. Io ho iniziato con le ance Vandoren, fabbrica francese storica, la più diffusa fra i clarinettisti professionisti.

Il numero d'ancia generalmente più adatto per chi inizia è il 2 o tuttalpiù il 2 e mezzo (classificazione Vandoren). Una scatola, al momento in cui sto scrivendo questo articolo , costa di listino 41€, ma on line si trova facilmente a meno di 30€. Il costo non è indifferente, e per questo è buona cosa trattare con molta cura queste piccole linguette di canna!

Una nuova ancia

Arrivato il momento di cercare una nuova ancia dobbiamo considerare che una nuova ancia non ci renderà improvvisamente capaci di suonare meglio di prima! Se il ricambio ci consente di suonare COME PRIMA, questo è sufficiente per sapere che abbiamo trovato l'ancia giusta. Ignorare questo punto ci condanna a cadere nel girone della "ricerca dell'ancia". Su 1000 difetti che riconosciamo di avere nel nostro modo di suonare 990 non dipendono dall'ancia. Solo alcune lacune possono essere risolte da un'ancia miracolosa. Se dovesse accadere che la nuova ancia ci risolva un problema, da quel momento in poi la ricerca dell'ancia si farebbe inevitabilmente un pizzico più selettiva, perché inizieremmo a cercare ance cha abbiano quella caratteristica particolare. Questa è la ragione per cui, delle 10 ance nella scatola, il professionista ne utilizza al massimo due o tre.

Come selezionare l'ancia per clarinetto

Al nostro primo cambio di ancia, dovremmo abituarci a procedere così: prendere una nuova ancia; inumidirla con la saliva (non con l'acqua o altro liquido); posizionarla correttamente sul bocchino; cominciare a suonare, all'inizio con singoli suoni lunghi, e poi con qualche piccola combinazione. In questa fase iniziale consiglio di sospendere ogni giudizio sull'ancia (a meno che l'ancia non sia davvero inutilizzabile, il che può sempre capitare).

Stabilito che l'ancia non è un pezzo di canna da scarto, occorre cimentarsi con uno stesso brano che già suonavamo con l'ancia vecchia. Se con la nuova ancia riusciamo a fare almeno ciò che facevamo prima, allora l'ancia va bene! Stop. Abbiamo sostituito l'ancia e questo era il nostro obiettivo. Cerchiamo di tenere fuori dai nostri pensieri l'idea che in quella scatoletta, fra le nove ance rimaste, ci sia quella capace di renderci dei solisti strabilianti in poche ore: quell'ancia non c'è!!

Se invece si fa davvero fatica a tirar fuori dallo strumento ciò che prima veniva benino, allora si può provare con un'altra ancia. Se ad andare bene non sarà la prima, sarà al massimo la seconda o la terza.
La mia esperienza di clarinettista ed insegnante mi consente di dire che queste indicazioni sono adatte alla stragrande maggioranza di chi inizia a suonare. Può avvenire, ma è raro, che la combinazione imboccatura/bocchino renda il numero d'ancia 2 o 2 e mezzo troppo tenero o (rarissimamente) troppo duro. In questi casi bisogna cambiare il tipo di ancia acquistata ma, ripeto, è un'eventualità piuttosto rara.

Una volta imparato a cambiare le prime ance, si capisce che è tutto piuttosto semplice, ma resta sempre la tecnica da affinare!

L'ancia è importante ma non ci rende dei "maestri"

Un giorno, quando ero studente mi recai a un corso di perfezionamento tenuto da un clarinettista di fama internazionale. Nell'ascoltarlo rimasi ammirato dal suono del suo clarinetto, dalla facilità del suo modo di suonare e dalla brillantezza della sua tecnica in ogni registro. Mi dissi: ah, se possedessi il suo strumento e sapessi che tipo di ance adopera!!! Il terzo giorno, il maestro prese a caso lo strumento di uno di noi, pulì l'ancia con un soffio e cominciò a suonare con la stessa identica maestria!
Quel giorno capii che la ricerca dell'ancia e dello strumento perfetto non sono la via per eccellere. Per suonare il clarinetto (o il sassofono), come per molte altre cose della vita, ci vuole impegno e la ricerca va compiuta tutta dentro di noi!

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