Cambia le tue credenze!

Cambia le tue credenze!

La mail che l’amico Gianni mi ha mandato pochi giorni fa finisce così: “Ricorda che le nostre credenze influiscono su tutte le nostre scelte e quindi sulla nostra vita!! Cambiando le nostre credenze cambia il nostro modo di vedere la vita”.
Le nostre credenze sono infatti la causa delle nostre emozioni, delle nostre reazioni più istintive, dei nostri modi di intendere la vita e la scala di valori che ad essa associamo. Quante gioie ma anche quanti dolori sono strettamente legate alle nostre credenze. Me è davvero possibile modificare le credenze che ci guidano e ci condizionano giorno per giorno? E se sì quanta gioia o quanto dolore comporterà cambiare, o spesso, rinunciare a tali credenze?.

Supponiamo che vi sia qualcuno per cui suonare il pianoforte sia una gioia immensa. Io ho in effetti conosciuto un giorno una ragazza che raccontava del suo rapporto col pianoforte come se fosse un autentico rapporto d’amore. Suonare Chopin, Beethoven o Mozart al piano era per lei più emozionante che uscire con un bel ragazzo (infatti era single…). La ragazza si era diplomata in pianoforte ma per sopravvivere doveva fare l’insegnante alle scuole superiori. In più a casa propria non poteva suonare perché i vicini le avevano dichiarata guerra aperta. Questa situazione creava un dolore vivissimo nella ragazza, dolore che sembrava condizionasse l’intera sua esistenza.

Il suo credere il pianoforte elemento essenziale nella sua vita, e il non poter avvicinarsi ad esso come lei avrebbe voluto le creava un dolore immenso.
Ora supponiamo che facendo opera di auto convincimento la ragazza si liberi totalmente di questa sua credenza. Supponiamo che “rinunci” al pianoforte, radicalmente. Quanto profonda sarà questa rimozione della credenza? E quanto dolore provocherà la rinuncia alla lunga?

Naturalmente nella vita si può davvero rinunciare a qualcosa che sappiamo inavvicinabile, e il dolore che si prova per questa rinuncia può essere sedato nel tempo, anche se a mio avviso è impossibile dimenticare del tutto ciò che ci ha provocato fortissime emozioni. Tuttavia nella scelta di rinunciare c’è la stessa quantità di dolore che c’è nel vivere la speranza seppur considerata vana. L’unica differenza è che nel rinunciare si palesa un atteggiamento rinunciatario, e perciò pessimista. Nella speranza, magari vana, rimane viva quella fiamma che giorno per giorno consente di progredire, rimodulare l’obiettivo, scendere a compromesso, finanche ridimensionare la propria ambizione per renderla più attuabile.

Ciò che voglio dire, caro amico Gianni, è che “cambiare” le proprie credenze può essere laborioso se non più doloroso che mantenerle. Forse la via più semplice è lasciare che queste lavorino dentro di noi, a costo di sopportarne il dolore provocato, ma permettendo loro di modificarsi lasciando la deriva dell’impossibile per incunearsi sulla rotta del possibile.

Su questo tema tornerò moltissime altre volte, e questa è solo una piccola introduzione. Il rapporto fra le nostre credenze, le nostre emozioni e l’effettiva nostra capacità di controllarle è un tema che mi interessa sviscerare il più a fondo possibile, legando tutti questi ragionamenti all’arte più gravida di emozioni pulsanti che vi sia: la musica. Sarà il “leimotiv” di Gremus per i prossimi tempi!
Finisco col segnalare il nuovo sito del mio amico Gianni: www.allaricercadellaricchezza.com Il mio amico Gianni pensa sempre ai soldi!!! Ma più che credenza è apparenza :))